
Bugatti Galibier: 1000 CV, quattro porte e un rimpianto
12 Settembre 2009, Molsheim, Francia. Bugatti ha radunato pochi intimi per festeggiare il centenario del marchio, ma al posto della torta ha scelto un dessert decisamente particolare. Un’auto, e non certo una normale. La rivelazione della serata si chiama Bugatti Galibier – in onore della Type 57 Galibier, a sua volta omaggio al passo montano Col Du Galibier – e in sostanza è una Veyron a quattro porte, nata per viaggiare in famiglia o fare la spesa domenicale (o più realisticamente farla fare al maggiordomo).

UN MIX DI PASSATO E PRESENTE. Per essere un berlinone di lusso la Galibier ha una linea veramente affascinante: profilo morbido, una simil ‘C’ sagomata che richiama la Veyron e la tradizione della casa, cerchi quasi pieni con poca luce nei passaruota e un frontale imponente dominato dalla classica griglia a ferro di cavallo. In più numerosi dettagli richiamano volutamente il passato, in particolare la Type 57 SC Atlantic, dal lunotto sdoppiato alla forma degli otto scarichi, dall’apertura ‘a farfalla’ del cofano sino alla magnifica nervatura centrale che percorre tutta la carrozzeria longitudinalmente.

DOPPIO VOLUMETRICO. Sotto la carrozzeria (parzialmente realizzata in fibra di carbonio) e montato anteriormente si nasconde il cuore pulsante della Bugatti Galibier, anche stavolta un W16 8.0 ma non più quadriturbo, bensì sovralimentato tramite due compressori volumetrici per un’erogazione più fluida e pronta ai bassi, l’ideale per una GT. I cavalli totali si aggirano sempre attorno a quota 1000, mentre la velocità massima è prossima ai 380 km/h. I freni sono carboceramici, la trazione è integrale e se avete un brutto rapporto con la benzina sappiate che i sedici cilindri gradiscono ugualmente l’etanolo.

QUANDO GLI INTERNI ERANO INTERNI. Una Veyron formato famiglia deve avere degli interni adeguati, e la Galibier non delude nemmeno in questo caso. L’abitacolo è un tripudio di pelle e radica, dettagli squisiti (persino lo specchietto retrovisore pare preso da un catalogo di design) e – incredibile – una plancia disegnata con cura e creatività, non si era ancora scaduti in schermi giganti spacciati per cruscotti. Al centro di un enorme listello di radica lucida vi sono solo due quadranti (uno per la riserva di potenza e il tachimetro) e poco sotto un orologio svizzero con meccanismo ‘Tourbillon’, ancora più sotto il semplice infotainment e i comandi del clima.


BUONO PROPOSITO PER IL 2027? C’è poco da dire, la Galibier è un gran bella sia dentro che fuori, e nell’arco di diciassette anni non è invecchiata minimamente, peccato che il progetto fu abbandonato per seguire lo sviluppo della Chiron. Mentre la Veyron era un buttar soldi nell’oblio – serviti tuttavia a cementare la reputazione di hypercar madre – la Chiron ha portato un profitto più che positivo per Bugatti, e la Tourbillon sta seguendo la stessa condotta vista la produzione satura fino al 2029. Quindi, ora che la situazione economica della casa francese è più che rosea, non sarebbe l’occasione di rispolverare un vecchio progetto, magari di una fascinosa e lussuosissima granturismo da 1.000 cavalli?























