Classica o moderna? Scopri quale Mini fa per te!

Classica o moderna? Scopri quale Mini fa per te!

Iconica. Non si pecca di faciloneria, a definire così la Mini. Questa piccolina inglese dallo stile intramontabile è sinonimo di Inghilterra e il suo successo prosegue ancora, benché l’auto oggi in vendita non abbia nulla a che spartire con la geniale creazione di Sir Alec Issigonis. Avere una Mini, magari classica, ma soprattutto guidarla, mette di buonumore: agile, scattante, imprendibile nello “stretto”. Ma quale scegliere?

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MINI… SOLO NEL NOME. Cominciamo da quella oggi a listino. Tanto vale dirlo subito: non ha speranze contro le auto che vedremo tra poco. D’accordo, visivamente fa sicuramente scena e a livello di prestazioni pure la John Cooper Works sa il fatto suo (231 CV, “0-100” in 6,1 secondi), ma pesa più di 1.400 kg, più del doppio della Mini del 1959, e di mini… ha solo il nome. Il prezzo? Non certo alla portata di molti: 40.000 euro e fischia.

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LA PRIMA DELL’ERA BMW? UN’OTTIMA SCELTA. Andando un po’ in là con gli anni vi consigliamo o la mitica Mini Cooper S R53 con compressore volumetrico o la più recente R56, mossa sempre da un quattro cilindri 1.6, ma turbo: nessun sonoro “gnnniiiiiii” in accelerazione, ma una spinta ancora più vigorosa. Escluse le rare versioni GP, potete trovare a cifre più che oneste sia la R53 sia la R56, dipende dalle vostre preferenze: entrambe sono sfiziose, ampiamente personalizzabili (ma occhio alle modifiche “fuorilegge”) e rapide. La più giovane è più moderna e comoda, la precedente è un po’ più diretta nel dispensare le forti emozioni che sa regalare (e anche un filo più agile). Sia la volumetrica sia la turbo si possono trovare a prezzi inferiori a 10.000 euro, cifra che invece bisogna superare (e non di poco, di solito) per le più potenti e sportive versioni John Cooper Works.

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LA PRIMA, UNICA E INIMITABILE. Torniamo fino al 1959, anno in cui la Mini si presentò come una scatoletta luna tre metri o poco più, spazio per quattro adulti e prestazioni frizzanti, complice il peso di una sedia in vimini. Le prime Cooper S marchiate Austin o Morris sono delle vere “belvette” e, complici le imprese delle versioni da corsa al rally di Montecarlo, costano una vera fortuna. Se non avete 50.000 da spendere, potete optare per le 1.3 prodotte negli anni ’90 dal gruppo Rover, meno “brutali ma comunque garanzia di divertimento tra le curve: spenderete al massimo 10.000 euro (qualcosa in più nel caso delle più aggressive Sports-Pack con cerchi di 13’’, fari supplementari e parafanghi allargati.

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QUALE SCEGLIERE? In definitiva, col passare dei decenni, le Mini hanno perso gran parte del loro “spirito” originale, ma restano macchine capaci di emozionare. La scelta dipende dai vostri gusti: la seconda e terza serie (R53 e R56) coniugano bene stile, potenza e finiture curate, il fascino della Mini classica è impareggiabile e le ultime sono dei veri “proiettili”Vintage o meno vintage, quindi? Sta a voi, ma in ogni caso cascherete in piedi.

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