Tu che rimpiangi la Fiesta ST, conoscevi la Ford GT90?

Tu che rimpiangi la Fiesta ST, conoscevi la Ford GT90?

Oggi i ragazzi con il piede pesante non si danno pace per l’uscita di produzione della Ford Fiesta ST e sinceramente parlando chiunque ami la bella guida non può che essere d’accordo con loro.

PIÙ DI TRENT’ANNI DOPO… Non tutti forse sanno che un buon pezzo della sua fama la casa americana, almeno sulla nostra sponda dell’Atlantico, se l’è costruito proprio con le “piccole” e le compatte sportive, come le Escort RS e Sierra RS Cosworth, la Focus RS e le versioni pepate della Fiesta. E pensare che, oggi, l’unica Ford sportiva in vendita in Italia è la Mustang, che è mossa da un V8 molto potente ma tra le curve proprio un fulmine non è. Ciò non toglie, però, che una volta alla Ford ci sapevano fare, con le sportive, ed erano bravi anche con le supercar. La sigla GT90 vi dice qualcosa?

Ford GT90 1995

PERCHÉ STARSENE A GUARDARE? Lo scorso anno, quasi nessuno si è ricordato di scrivere un biglietto d’auguri per i primi trent’anni di questo bolide unico nel suo genere, e a dirla tutta pure noi di Veloce arriviamo solo nel 2026 (anche se ne avevamo parlato in un articolo dedicato a tre auto da sogno che, per un motivo e per un altro, non sono mai riuscite a vedere le luci della catena di montaggio). Gli anni ’90 sono stati un momento d’oro, per le supercar. La Lamborghini, per dire, aveva la Diablo, la Ferrari la F50 e la Bugatti, dopo un lungo periodo di oblio, provava a tornare grande con un’auto dal look e dalle prestazioni mozzafiato come la EB 110. La Ford non voleva godersi un simile spettacolo dalla platea, ma recitare da protagonista sul palcoscenico. Così mise al lavoro i suoi uomini migliori, chiedendogli di costruire con quel che c’era in casa un’auto degna della GT40 che, nella seconda metà degli anni ’60, aveva dominato la 24 Ore di Le Mans.

Ford GT90 1995

IL TRIANGOLO… L’AVEVANO CONSIDERATO ECCOME. In quegli anni, l’unico termine di paragone negli Stati Uniti era la Vector W8, ma gli stilisti dell’ovale blu, guidati da Jack Telnak, volevano fare qualcosa di meglio di quel bolide il cui il frontale a muso di squalo cozzava vistosamente con il posteriore, che pareva tagliato con l’accetta da un falegname di bassa lega. Ne venne fuori una supercar come non si era mai vista, una specie di inno alla geometria solida in cui tornavano un po’ dappertutto spigoli e forme triangolari.

NON SI BUTTA VIA NIENTE. Meno bella di una Lamborghini o di una Ferrari degli stessi anni? Senza dubbio. Meno futuristica? Neanche per idea. Meno sofisticata? No, anzi. Se, infatti, sullo stile si può discutere, sulla meccanica c’è solo da togliersi il cappello. Anche perché va considerato e sottolineato il fatto che la Ford, per la GT90, s’inventò una ricetta con quel che aveva nel frigorifero, per usare una metafora gastronomica.

Jaguar XJ220

Jaguar XJ220

Ford Crown Victoria Taxi

Ford Crown Victoria Taxi

HA UNA BELLA “CUGINA” INGLESE. All’epoca, la casa americana controllava la Jaguar, il che significò poter prendere in prestito da quel “gioiello” che è la XJ220 il cambio manuale a cinque marce, la monoscocca in alluminio e le raffinate sospensioni a quadrilatero su tutte le ruote. Altri componenti, invece, furono presi da vetture decisamente meno sofisticate e “pretenziose”. La pompa della benzina, per dire, era quella della berlina Crown Victoria di quegli anni: avete presente i taxi gialli di New York? Ecco…

Ford GT90 1995

AEROSPAZIALE. L’arte del “riciclo”, però, fu usata con la parsimonia che esigeva il contesto. Per intenderci, la carrozzeria era tutta in fibra di carbonio, e per evitare che l’enorme calore che generava potesse danneggiarla l’impianto di scarico fu avvolto con delle piastre di ceramica. I più attenti alla sicurezza rimarranno piacevolmente sorpresi del fatto che gli specchietti avevano il monitoraggio dell’angolo cieco (nel ’95!), ma su Veloce fa decisamente più notizia il fatto che la “gabbia” triangolare da cui sbucano minacciosi i quattro cannoni di scarico fu ispirata da una struttura simile usata negli space shuttle.

Ford GT90 1995

Ford GT90 1995

UN TAGLIA E CUCI DA MAESTRO. Dietro l’abitacolo biposto c’era un motore a dodici cilindri e fin qui nulla di strano, per una supercar. La cosa strana, casomai, è il modo in cui fu ottenuto. Per farla breve, la Ford prese due 4.6 V8, li divise a metà ottenendo quattro bancate e a quel punto ne prese due e a ognuna aggiunse due cilindri. Una volta fatti i conti e saldato il tutto, venne fuori un 5.9 V12 a cui furono aggiunti non uno, non due, non tre, ma ben quattro turbo. La potenza era di 720 CV, un centinaio di cavalli in un più rispetto a quanto poteva vantare la mostruosa McLaren F1 a tre posti di Gordon Murray.

Ford GT90 1995

SAREBBE STATA LA PIÙ VELOCE AL MONDO. Secondo la Ford, alla GT90 bastavano poco più di tre secondi per bruciare lo “0-100” e la punta massima era di 409 km/h. Ciò significa che, se solo fosse stata venduta anche solo in un paio di esemplari, avrebbe detenuto lo scettro di auto di serie più veloce del mondo fino all’arrivo della Bugatti Veyron, nel 2005. Mica male…

  • Ford GT90 concept car.
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  • Ford GT90 concept car. CN-315025-25
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  • Ford GT90 concept car front corner detail. CN-315025-33
  • Ford GT90 powerplant detail. CN-315025-63
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