Jaguar XJR-11: il giro a Spa è da brividi!
Mondiale Sport Prototipi 1989. Tra i mostri del gruppo C è una lotta fino all’ultima biella: Porsche 962C, Sauber C9, Lancia LC2, Toyota 88C impegnate a battagliare ruota a ruota in otto appuntamenti, da Suzuka a Spa, fino al temutissimo Nürburgring. Non proprio una garetta di go kart alla domenica pomeriggio. In questo contesto di altissimo livello la Jaguar schierava la nuova XJR-11, mossa da un 3.5 V6 biturbo preso in prestito dalla Metro 6R4 gruppo B che fino a qualche anno prima aveva corso nel Mondiale rally.

PALMARÈS DELUDENTE. Sovralimentato mediante due turbocompressori Garrett, il V6 della Jaguar XJR-11 raggiunge i 760 CV (gli stessi del precedente V12 della Jaguar), chiamati a muovere un’auto che a vuoto pesa sui 900 kg. Ma nonostante i numeri fossero dalla sua parte, la XJR-11 vinse solamente una gara. Non bastò la raffinata monoscocca in fibra di carbonio e kevlar, non bastò la deportanza generata dall’ala rubata a un aereo biplano, non bastò nemmeno la famosissima livrea bianca e viola della Silk Cut: la XJR-11 dovette piegarsi alla potenza della Sauber.

IMBIZZARRITA. Ciò non significa che questo “felino” da corsa non sia uno spettacolo da ammirare e ascoltare, un concentrato di furia meccanica e muscoli di un’epoca d’oro delle competizioni, e grazie al videomaker Robbert Alblas possiamo goderci la XJR-11 “sguinzagliata” tra i cordoli di quel meraviglioso tracciato che è Spa-Francorchamps. A giudicare dai colpi di controsterzo e dalla delicatezza che il pilota Olivier Hart è obbligato a utilizzare per dosare l’acceleratore, la Jaguar XJR-11 deve essere estremamente difficile da domare; tra bicipiti e mente non so quale delle due parti sia sollecitata di più. Probabilmente la seconda. A ogni modo, bando alle ciance, godetevi questo on board e lasciatevi trasportare direttamente nel 1990.

















