
Vuoi ammirare i gioielli della Bertone? Vai a Torino!
La Bertone non ha bisogno di troppe presentazioni: questa celebre carrozzeria torinese, infatti, ha firmato e prodotto moltissime vetture e dei tipi più svariati, dalle utilitarie alle supercar più affascinanti, come la Lamborghini Miura e la Lancia Stratos. La Bertone ha inoltre lanciato e consacrato diversi talenti mondiali del car design, su tutti Giorgetto Giugiaro e Marcello Gandini.


SONO 79 E VANNO TUTTE IN MOTO. L’azienda torinese, nel corso dei decenni, ha messo da parte i pezzi migliori della sua lunga produzione, ma nel 2015, diciott’anni dopo la scomparsa di Nuccio Bertone, l’intera collezione è stata ceduta all’Asi, l’Automotoclub storico italiano. Settantanove vetture funzionanti, più una selezione di telai e modelli di studio: un patrimonio che non si poteva correre il rischio di “frammentare” né tantomeno traferire oltre i patrii confini. E quale luogo migliore di Torino, per custodire una storia così importante? D’ora in poi, i “gioielli” della Bertone brilleranno nel capannone dell’Heritage Hub di Stellantis, nello storico stabilimento Fiat di Mirafiori, accanto alle vetture storiche dei marchi italiani del colosso guidato da Antonio Filosa (fino a poco tempo fa erano esposti nelle sale del museo del volo di Volandia, vicino Varese.

TRA CHICCHE E CAPOLAVORI. Chi visiterà l’Heritage Hub, da oggi, potrà quindi ammirare, oltre alle vetture dei marchi Abarth, Fiat e Lancia (le Alfa Romeo hanno la loro casa nel museo aziendale di Arese, alle porte di Milano), anche quelle della Bertone. Tra i modelli imperdibili, una Lamborghini Miura S, una Lancia Stratos, un’Alfa Romeo Giulia Sprint Speciale e una Montreal e, ultima ma non per importanza, l’inconfondibile Bertone Runabout. Ma nel prezzo del biglietto (18 euro, ma per ragazzi e soci Asi ci sono tariffe agevolate) sono incluse anche chicche come la Lamborghini Genesis, la Ferrari Rainbow e la Suzuki Go.

DOVE E QUANDO. L’Heritage Hub si trova in via Plava 80 a Torino ed è aperto da martedì a domenica, ma per il pranzo conviene organizzarsi e spostarsi in auto in un bar o in qualche trattoria in zona Mirafiori: tra le 13 e le 14, infatti, non è consentito restare nel museo. La collezione spazia dagli anni ’60 fino ai primi del 2000, è suddivisa in decadi ed è immersa in un contesto suggestivo. Quindicimila metri quadri in cui sembra ancora di sentire il rumore dei torni e delle presse e le chiacchiere degli operai, mentre si passeggia dentro oltre un secolo di storia. Un’ottima idea per una gita fuori porta primaverile, un ottimo pretesto per visitare la capitale italiana dell’auto.

































