
BMW M2 CS: il divertimento (non) ha un prezzo
Se seguite i nostri canali da tempo, avrete intuito il nostro amore per le BMW sportive siglate CS. È proprio con queste versioni speciali che gli uomini del reparto Motorsport danno il meglio, andando oltre ciò che desidera il “compratore medio” delle berline tedesche veloci per soddisfare coloro che cercano il massimo coinvolgimento di guida. Che si tratti di una una “piccola” M2 o di una grande e potentissima M5 a trazione integrale, non fa differenza: la cura CS è sempre “miracolosa”. Naturale, quindi, che le attese per l’ultima arrivata in famiglia, la BMW M2 CS, fossero altissime. Un po’ come il suo prezzo di listino: 116.000 euro in Italia, ossia una BMW M2 “base” più una Golf nuova di pacco. Ed è proprio questo il punto attorno al quale girerà tutto il mio discorso: vale davvero tutti quei soldi?

SI È (RI)FATTA LE “OSSA”. Mi è bastato un pomeriggio tra le curve per iniziare a conoscerla e ancora meno per iniziare a divertirmi. A dire il vero, non avevo dubbi al riguardo, ma va ricordato che l’auto da cui deriva proprio noiosa non è, con 480 CV e un passo relativamente corto, la trazione posteriore e, volendo, anche il cambio manuale (cosa che la nuova M2 CS, invece, non offre neanche come optional). Insomma, con 80.000 euro c’è già praticamente tutto ciò che un appassionato può desiderare da una M. E anche di più: ricordiamo infatti che l’ultima BMW M2 è una vettura molto più raffinata rispetto a prima, nonché più simile alle sorelle maggiori M3 e M4. Non solo hanno lo stesso motore, ma anche lo stesso cambio e gran parte della struttura portante che, per ovvie ragioni, non è più imparentata con quella della Serie 1 a trazione anteriore ma è una versione rivista e accorciata di quella della Serie 3. Lo stesso vale per la sofisticata gestione elettronica della potente e raffinata meccanica, il tutto condito da infinite personalizzazioni delle modalità di guida e persino un’app che giudica l’abilità di guidare di traverso del pilota.

NON TUTTI CONDIVIDERANNO, MA… E pensare che la BMW M2 non mi aveva fatto del tutto perdere la testa. Sarà perché la precedente M2 rimane ancora oggi una delle mie auto preferite in assoluto (seppur con i suoi difetti), sarà perché questa nuova e stretta parentela con la M4 me l’ha fatta immediatamente percepire come la sua sorella minore. Non quella ribelle però, bensì quella più piccola, che rimane un passo indietro alla più grande per non infastidirla. Le sue reazioni, infatti, mi sono sembrate molto più composte di prima, il suo “sei” in linea più potente sì, ma anche meno “nervoso” e la taratura delle sospensioni non abbastanza rigida, per il tipo di auto (tutto è relativo: le auto comode sono ben altre…). Insomma, per farla breve, l’ultima BMW M2 mi è sembrata un grande passo avanti da un punto di vista tecnico, ma anche un’auto meno coinvolgente delle precedenti (almeno finché non si iniziano a far fumare le gomme dietro, ovviamente).

CHE GIOIA! La BMW M2 CS, invece, è tutta un’altra musica. Bastano uscire da un parcheggio e fare dieci metri per capire quanto sia più rigida (e di questo ne parliamo tra poco), mentre i 50 CV in più (530 in totale, proprio come la M3 Touring) sempre e solo scaricati sulle ruote posteriori mettono molto più in crisi le gomme. Già mi sento a casa. Dopo poco arrivano le curve e per fortuna anche con questa M2 accade la “solita” magia delle CS. La risposta di tutti i comandi è molto più affilata, gli inserimenti in curva diventano di una precisione chirurgica, lo sterzo permette di fare quelle piccolissime correzioni di traiettoria che con la M “normale” non potresti fare con tanta accuratezza. È rigida? No, è rigidissima, tanto che su strada conviene guidarla con gli ammortizzatori in Comfort, a meno che non vi piaccia avere repentine perdite di trazione sugli asfalti martoriati della nostra penisola. Quanto al cambio, è sempre il primo della classe: lo ZF a otto marce non fa rimpiangere nemmeno per un secondo il vecchio doppia frizione, perché è quasi altrettanto rapido e in ogni caso molto più fluido nella guida tranquilla. Mi manca il manuale? Un po’ sì, ma c’è da dire che con tutta questa potenza (che come per le ultime M4 ed M5, a sensazione, mi pare anche superiore a quella riportata nella scheda tecnica) e con le gomme dietro che cercano ogni scusa per incidere apostrofi neri sulla strada di casa, il coinvolgimento di guida è assicurato anche senza i tre pedali.

TU, LEI E LA STRADA. Ed è proprio questo il punto (scusate la ripetizione): la nuova BMW M2 CS ti conquista perché sebbene sia un’auto moderna, con tutti le “diavolerie” elettroniche che servono ad andare forte in sicurezza, non è un’auto che si guida sovrappensiero. Per tirarne fuori il meglio, bisogna concentrarsi e diventare un tutt’uno con lei, sfruttando l’immediatezza dei suoi comandi. Se non ci metterete il giusto impegno, andrete più piano che con auto ben meno potenti. E se pensate di comprarla solo per fare traversi, sappiate che quei 36.000 euro in più non ha proprio senso spenderli: la M2 normale va già più che bene, e con una piccola “accordatina” elettronica la renderete “incaz**ta” il giusto per divertirvi più che mai. La BMW M2 CS, invece, è un oggetto diverso: anche lei vuole far fumare le gomme a ogni curva ma ti offre tutti gli strumenti per trasformare la sua impetuosità in velocità e divertimento di guida genuino, ossia quello che si prova pennellando le curve come il più bravo dei pittor… ehm, come il più bravo dei piloti.

PECORA NERA. In tutto questo, c’è da dire che vanno un gran bene anche i freni: nonostante rispetto al passato ci siano quasi 200 kg in più sulla bilancia – anche con questa CS che ha tetto e portellone in fibra di carbonio, oltre all’immancabile rimozione del pesantissimo (a detta degli ingegneri tedeschi) bracciolo centrale – ci si ferma in pochissimo spazio e il pedale è ben modulabile, nonostante la corsa corta. Se avete fatto 30, anzi 116.000 (euro) ordinandola, val la pena fare 31 (ovvero 126.000 euro) e ordinare i freni carboceramici. Così, anche scendendo col coltello tra i denti da un passo di montagna non dovrete preoccuparvi di starli stressando troppo. In conclusione, mi vien da dire che divertirsi alla guida sta diventando sempre più costoso. Su questo, non ci sono dubbi, ma, da appassionati, abbiamo il “dovere morale” di continuare a sognare, certi che anche nel 2026 ci sarà spazio per auto belle da guidare.





































