
L’Audi R8 è tornata? Non proprio…
L’Audi R8 è stata una delle supercar più fruibili e godibili della storia, relativamente facile da guidare, comoda e persino pratica per la tipologia di vettura. Aggiungete un design attraente e un magnifico motore aspirato (soprattutto il V10) e capirete come mai fossimo tanto tristi per la sua dipartita. Una sua erede, almeno per il momento non sembra essere all’orizzonte, ma pochi giorni fa Audi ha dal nulla svelato una nuova supercar a motore centrale, molto più potente e sopratutto esclusiva (appena 499 esemplari worldwide) dell’oramai defunta R8.

AUDACIA. Innanzitutto il nome, Nuvolari. Audi ha rispolverato (avendolo già utilizzato in passato con la concept Nuvolari Quattro) il nome di un pilota eccezionale, “il mantovano volante” famoso per le sue vittorie con Alfa Romeo e Auto Union (antenata della casa degli anelli) negli anni ’30; ergo, aspettative alte, come accadde in McLaren per la Senna. Seconda cosa l’aspetto, che piaccia o meno va reso atto ad Audi di aver osato, perché non serve un secondo sguardo per riconoscere la Nuvolari.

1.001 CAVALLI E 10.000 GIRI AL MINUTO. Superfici levigate e tagli netti ovunque, per un risultato tra il futuristico e il retrò già anticipato lo scorso anno dalla Concept C, che tuttavia era elettrica. La Nuvolari? Nemmeno per sogno. L’Audi stradale più potente e veloce di sempre condivide il powertrain con la Lamborghini Temerario, spingendosi un grandino più in là. Il compartimento termico resta invariato, un 4.0 V8 biturbo da 800 cavalli e 10.000 giri ma abbinato a tre motori elettrici da 150 cavalli l’uno, per una potenza combinata da Veyron, 1.001 cavalli esatti.

PREVEDE LE SITUAZIONI SCOMODE. Di conseguenza le prestazioni sono stellari, 0-100 in 2,6 secondi e oltre 350 km/h di punta, con una gestione in stile “sfera di cristallo” della coppia per aiutarvi ad amministrare la furia del motore. La Nuvolari infatti attinge dal mondo F1 sfoggiando il sistema “Quattro Predictive Ride”, una sofisticata trazione integrale che tramite una miriade di sensori distribuisce la coppia longitudinalmente e trasversalmente alle ruote, cercando di “prevedere” una potenziale perdita di trazione.

DA INNOCUA A BRUTALE. L’Audi Nuvolari ha quattro modalità di guida principali (E-Hybrid, Balanced, Dynamic e Dynamic +, la prima per piccoli spostamenti in elettrico, le altre tre progressivamente più sportive e “libertine”) alla quale si aggiunge una modalità “Track”, tramite la quale potete personalizzare a piacere la dinamica del veicolo arrivando persino a disattivare tutti i controlli per la pista. Telaio in alluminio e carrozzeria in carbonio aiutano a mantenere il peso a secco sotto i 1.750 chili nonostante la complessità di motore e trazione, per fermarvi invece potete contare su freni carboceramici da 420 millimetri (con ben dieci pompanti) all’anteriore e 410 millimetri al posteriore, oltre all’aerodinamica attiva (completa di DRS) che può aggiungere fino a 400 chili di deportanza in staccata.

UN AMBIENTE MINIMAL. Gli interni dell’Audi Nuvolari sono minimalisti, disegnati per non distrarre il guidatore, ecco perché la parte anteriore è più scura – per agevolare la concentrazione – mentre quella precedente è più chiara. Alluminio anodizzato, Alcantara e sedili in fibra di carbonio impreziosiscono l’abitacolo, non mancano tasti fisici controbilanciati da un ampio schermo centrale. La Nuvolari può esser vista come l’erede della R8, ma in realtà si piazza su una categoria superiore, tiratura limitata, 600.000 euro di listino e più potenza della sorella Temerario (cosa che non accadeva tra R8 e Huracan). Consegne da metà 2027.

































