
895 kg, 330 CV e 10.000 giri: questa Ford Escort è FOLLE!
Mezza decade di distanza, un successo molto simile. Verso la fine degli anni ’60 l’Alfa Giulia GTA preparata dall’Autodelta faceva il mazzo alle rivali sulle piste di tutta Europa, invece all’inizio degli anni ‘70 la Ford Escort RS2000 Mk1 diventava un’eroina dei rally, soprattutto in mano a team privati. L’incantevole italiana sarà base e ispirazione per i pazzeschi (e molto fini) restomod della Alfaholics, l’anglo-americana verrà scelta dalla Boreham Motorworks, un’azienda del gruppo DRVN Automotive nonché team Ford in passato. Qui non parliamo tuttavia di restomod, ogni Escort Mk1 sarà costruita da zero e il progetto è talmente competente e curato da aver ricevuto il benestare ufficiale di Ford.

MICIDIALE. La Boreham ha generato un eccitato chiacchiericcio per aver presentato la Escort Alan Mann 68 Edition e il progetto di una RS200 affinata (non vediamo l’ora che venga svelata!), ora fa parlare di sé grazie alla “Escort Mk1 RS”, definita “The ultimate B-Road car”, in pratica l’arma definitiva per le strade secondarie e di campagna. “Creata con rispetto, passione e per il piacere di guidare” si legge sul sito dell’azienda, e già qua ci piace, poi si leggono i tre dati tecnici in evidenza ed è amore a prima vista: 895 chili di peso (praticamente quanto la batteria di alcune elettriche), 330 cavalli e 10.000 giri.

MIX TRA RESTOMOD E ‘CONTINUATION’. Il telaio della RS nasce dai progetti originali Ford, seguiti (quasi) alla lettera ma con tecniche e materiali moderni, e con l’aggiunta di qualche sezione in fibra di carbonio; il risultato è una rigidità aumentata del 50% e un peso persino inferiore. Il passo cresce di 30 millimetri a favore della stabilità, all’anteriore spunta un telaietto dedicato realizzato appositamente per le nuove sospensioni, schema MacPherson davanti e un ponte rigido a sei bracci in alluminio e titanio al retro. Fari a led, scarichi e cerchi a parte la carrozzeria rimane praticamente identica al passato, il che è un bene vista la sua bellezza.

CARATTERE A SCELTA. Ciò che non resta minimamente identico al passato è il motore, il Boreham Ten-K, 85 chili di pura ingegneria e goduria. Componenti ricavati dal pieno, bielle forgiate, volano ultraleggero, airbox in fibra di carbonio, corpi farfallati singoli e tanto altro per ottenere un 2.1 quattro cilindri bialbero aspirato da 330 cavalli… un rapporto Cv/litro superiore a quello della Ferrari 458 Speciale. Per i clienti più “mansueti” o tradizionalisti esiste un’ulteriore opzione, un quattro cilindri sempre bialbero che si ferma a 185 cavalli; sembrano pochi, ma su un peso inferiore ai 9 quintali e con zero filtri parliamo ugualmente di un coinvolgimento ai vertici.

DENTRO ALTRO CHE ANNI ’70. Ciliegina sulla torta è l’abitacolo di questa Escort: a differenza dell’esterno l’interno – pur mantenendo un aspetto retrò – non cela la sua modernità. Fibra di carbonio (verde in questo caso), pelle, alluminio e addirittura un orologio e un cronometro firmati Breitling, uno scenografico rollbar a croce sempre in carbonio e… due scavi per alloggiare una coppia di caschi, casomai voleste togliervi lo sfizio di girare in pista. I costi sono ovviamente esorbitanti (il listino supera di slancio i 350.000 euro), ma la filosofia dietro a questa Escort Mk1 RS è cristallina, pura, a supporto solo delle emozioni e del coinvolgimento più vero. E a noi questo basta.



























