Non crederai al viaggio che hanno fatto questi ragazzi

Non crederai al viaggio che hanno fatto questi ragazzi

In città come Milano chi spende 90.000 euro o giù di lì (optional esclusi) per una Ineos Grenadier Trialmaster nel 99% dei casi non è tipo o tipa da mettere le ruote del suo “gioiello” fuori dalla ZTL, dove tipicamente risiede in attici/loft megagalattici con affaccio sulle vie o sulle piazze più chic della città. Fortuna, vien da dire, che esiste un risicato 1% che di questa avventurosa, robustissima e meglio attrezzata riedizione della vecchia Land Rover Defender fa l’uso per cui è stata progettata. È il caso della kenyota Becky Kim, che lo scorso 12 giugno ha parcheggiato la sua grossa fuoristrada a gasolio davanti allo (ormai) storico pub londinese The Grenadier dove, narra la leggenda, una sera il miliardario Sir Jim Ratcliffe iniziò a fantasticare sulla creazione della sua 4×4 ideale, alla quale avrebbe poi deciso di dare il nome del locale in cui andava a fare libagioni di birra con gli amici.

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UN’ODISSEA LUNGA 122 GIORNI E 45.000 KM. Cinque mesi prima, precisamente il 13 febbraio scorso, Becky era partita da Nairobi, la sua città natale. Accompagnata da Bonnie Koko, che le ha fatto da navigatore, con la sua Grenadier in 122 giorni ha macinato oltre 45.000 km. I due hanno raggiunto Cape Agulhas, il punto più a Sud del continente africano, e poi hanno fatto inversione di marcia, destinazione Capo Nord, in Norvegia. Prima di volgere i fari verso Londra, hanno sperimentato il caldo torrido del Kalahari, della Namibia e del Sahara e il freddo glaciale del Circolo Polare Artico, senza un veicolo di supporto né stazioni di assistenza durante il percorso (eccetto in terra africana, dove la Ineos aveva predisposto delle officine provvisorie con meccanici e pezzi di ricambio): insomma, una spedizione degna di questo nome, resa peraltro più avventurosa dal fatto che i due compagni di viaggio hanno deciso di complicarsi la vita e affidarsi esclusivamente a mappe cartacee per non perdere la bussola e giungere a destinazione.

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DA UN CAPO ALL’ALTRO. Mozambico, Malawi, Nigeria, Senegal, Repubblica del Congo, Bulgaria, Grecia, Svizzera, Danimarca: sono alcuni dei tanti paesi attraversati nel raid, per ognuno dei quali Becky e Bonnie hanno appicciato una bandierina adesiva sul lunotto della Grenadier. Per la cronaca (e per gli amanti dei record) Becky Kim è fino a prova contraria la prima donna keniota ad aver completato il leggendario “Cape to Cape”, ossia l’itinerario che collega Cape Agulhas, l’estremità meridionale dell’Africa, a Capo Nord, il punto più a Nord d’Europa (e peraltro l’ha fatto con un’auto di serie, snorkel a parte). Cosa dire? Se avete una fuoristrada e deciderete di imitarla, buon viaggio e buon divertimento! Altrimenti, come minimo avrete una bella storia da raccontare davanti alla prossima birra in compagnia…

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