Bugatti, l’era del W16 si chiude con un capolavoro

Bugatti, l’era del W16 si chiude con un capolavoro

Questo addio, con rispetto parlando, è un po’ diverso dall’uscita di produzione della Ford Fiesta o della Suzuki Ignis, che sono sempre state auto validissime ma non certo uniche nel loro genere (anche se di 4×4 in formato bonsai come la giapponese non è che ce ne siano poi chissà quante…). Diverso è il caso della Bugatti Mistral, il cui ultimo esemplare (e con lei l’ultimo, monumentale motore W16) ha  varcato i cancelli della fabbrica di Molsheim.

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LA NASCITA DELLA HYPERCAR. Ogni Bugatti è speciale e le Bugatti dell’era “moderna” lo sono forse più delle antenate che negli anni ’30 furoreggiavano alla Mille Miglia. La Veyron, per esempio, nell’ormai lontano 2005 pareva un’astronave, e tutto quel lusso e quella sofisticazione ruotava attorno al suo sedici cilindri da 400 kg e 1.001 CV. Velocità di punta 400 km/h, insomma più di una supercar: una hypercar, concetto che prima non esisteva.

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UN OMAGGIO COI FIOCCHI. La Veyron, la Chiron, la Divo, la Centodieci, la Mistral, persino la one-off Brouillard: tutte hanno come denominatore comune il W16, evolutosi da 1.001 cavalli fino ai 1.600 dell’auto con cui ora cala il sipario su questa gloriosa dinastia. L’ultima delle 99 Bugatti Mistral previste è denominata “The last of its kind”, l’ultima della sua specie, e tenta di omaggiare vent’anni di successi ed… eccessi. Un’elegante verniciatura bicolore “Pearl” e “Sparkle” per la carrozzeria si abbina a interni in Magnolia e Grey Carbon, e per arrivarci dovete scavalcare un battitacco in alluminio recante la firma di Ettore Bugatti, che campeggia anche nei poggiatesta.

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DETTAGLI UNICI. Al centro, fra le ampie e lussuose poltrone del guidatore e del passeggero, spicca una scultura in cristallo creata dalla famosa azienda Lalique (che realizza anche le sculture donate a ogni proprietario di una Mistral), mentre dalla leva del cambio fa capolino la testa argentata di un falco, rapace caro al committente di questo autentico gioiello su ruote. Gli ultimi dettagli sono una targhetta dedicata (immancabile), la scritta “The last of its kind” sotto lo spoiler nella coda e i pannelli delle porte decorati con i frontali della Veyron (la capostite), la Chiron (l’evoluzione) e la Mistral (l’ultimo capitolo di questa straordinaria saga automobilistica). Ora toccherà alla Tourbillon raccogliere il testimone, con il suo V16 che tira e urla fino a 9.000 giri e un potenziale tutto da scoprire.

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