L’AMG più brutale di tutte ha la targa solo perché deve

L’AMG più brutale di tutte ha la targa solo perché deve

Verso la fine degli Anni ’90 Mercedes costruì un qualcosa di spietato, una vettura che non lasciava minimamente spazio a malintesi riguardo al suo scopo principale: correre in pista. La Mercedes CLK GTR nacque per competere nella categoria GT1, e per farlo era necessario costruire almeno 25 esemplari stradali. La cosa disturbò poco i progettisti del marchio, creare un equivalente omologato per la strada venne visto come secondario, l’importante erano i cordoli, della serie: “Noi pensiamo a bastonare tutti in pista, poi per le versioni targate ci inventeremo qualcosa”. E andò esattamente così. 

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VENI, CORSI, VICI. La CLK GTR corse ufficialmente per soli due anni, portandosi a casa entrambi i titoli (!), nel 1997 e nel 1998. Per quanto riguarda gli esemplari stradali, metteteci una livrea da gara e non vi accorgerete delle differenze: stessa monoscocca in fibra di carbonio, stesso schema sospensioni, medesimo cambio sequenziale e un motore davvero simile alla versione da gara, per non parlare della carrozzeria, sempre spaventosa e apparentemente lunga sette metri e larga tre. Il compito fu affidato alla AMG, all’epoca ancora un preparatore indipendente, in sinergia con l’HWA (una divisione da corsa fondata dallo stesso Hans Werner Aufrecht di AMG, quando il tuner passò sotto il controllo di Mercedes).  

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È CAMBIATO POCO O NULLA. AMG e HWA costruirono 28 “Straßenversion”, di cui 2 prototipi, 6 roadster e 20 coupé, incluse due CLK GTR in versione “SuperSport”. Il motore V12 – derivato dal famigerato M120 – arriva fino a 6.898 cc di cilindrata (rispetto al 6.0 della versione da gara) e a 631 cavalli, inviati alle ruote posteriori tramite un cambio sequenziale-manuale a sei marce (con dei mini paddles dietro al volante, che pare preso da un taxi tedesco) e frizione a quattro dischi in carbonio. Per la vita di tutti i giorni la CLK GTR può soddisfarvi quanto una Panda moderna: ABS, clima, radio, finestrini elettrici, sedili in Alcantara o tessuto tartan a scelta… sulla visibilità posteriore e sui bagagli siamo certi che si possa sorvolare. 

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SCEGLIETE CON CURA, SE POTETE PERMETTERVELA. Questo mostro targato rappresenta uno degli sforzi più eclatanti di AMG, un compromesso meraviglioso. Non si è rinunciato all’anima racing né al comfort generale, a patto che ci si sappia un po’ adattare (e abbiate il conto in banca sufficientemente carnoso). La versione spider è ancora più assurda, pare un ossimoro, ma il vero non plus ultra della rarità è rappresentato dalle due “SuperSport” con motore V12 7.3, 664 cavalli e fondoscala a 400 km/h. Desiderarne una è più che legittimo, potersela permettere è incredibilmente difficile: questa AMG annienta cordoli esige almeno una decina di milioni di euro. 

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