Ecco chi ha comprato la Ferrari Luce da 40 milioni di dollari

Ecco chi ha comprato la Ferrari Luce da 40 milioni di dollari

A giudicare dall’accoglienza sottozero (definirla fredda sarebbe improprio e riduttivo) che le hanno riservato il grande pubblico e gli addetti ai lavori e svanito l’effetto novità, a quasi tre mesi dalla faraonica anteprima mondiale all’ombra del Colosseo in pochi fremerebbero per rivedere le immagini della Ferrari Luce. Ma chi non vorrebbe vedere la faccia di chi, nella tradizionale asta ferragostana di RM Sotheby’s a Monterey, in California, si è aggiudicato il primo esemplare della prima supercar elettrica del Cavallino per 40 milioni di dollari?

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LO RICONOSCI DAL CAPPELLO. Quando il banditore ha annunciato l’offerta vincente, tra lo sbalordito e il gossipparo gli occhi di tutti si sono fiondati su un anziano signore con la barba bianca e sul suo look alquanto eccentrico: scarpe da ginnastica, camicia e pantaloni bianchi e giacca e panama rossi. Quest’ultimo, in particolare, è la firma inconfondibile di Herbert Wertheim, ottantasettenne miliardario americano di Philadelphia conosciuto in patria come Dr. Herbie. Ex allievo della marina militare e ingegnere della Nasa, Wertheim è un mago degli investimenti. Ha iniziato a giocare in borsa giovanissimo coi primi guadagni, per poi scommettere su colossi come Apple, Microsoft e Google in tempi non sospetti e siglare quello che è considerato il suo capolavoro finanziario: i 5 milioni di dollari investiti nel 1992 nella Heico Corporation e diventati oggi più di 800.

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TUTTO IN BENEFICIENZA. Al pari di altri miliardari compatrioti, Wertheim è un navigato filantrocapitalista, e aggiudicandosi la prima Ferrari Luce uscita dai cancelli della fabbrica di Maranello ha aggiunto una voce importante alla lista di azioni benefiche per cui spesso e volentieri finisce sulle prime pagine dei giornali americani. I 40 milioni di dollari pagati per la supercar a “pile” del Cavallino, infatti, saranno incassati dalla Ferrari e interamente devoluti in beneficienza. Ma al di là di questo e senza nulla togliere togliere ai nobili intenti dell’asta benefica, non si può non farsi una domanda, scorrendo l’elenco delle Ferrari a benzina passate di mano nello stesso incanto. Con una spesa inferiore, per dire, Dr. Herbie o chi per lui avrebbe potuto mettersi in garage una Superamerica del 2005, una Enzo del 2003, una Dino 246 GTS del 1972, una F40 del ’91 e una F50 del ’95. E fermandosi qui, avanzerebbe ancora qualche milioncino.

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UN BUON INVESTIMENTO? Potendo fare una pazzia, probabilmente il 99,9% degli appassionati avrebbe fatto incetta di Ferrari con motori V6, V8 e V12, ma chi può dire che con la prima Ferrari Luce Wertheim non abbia azzeccato l’ennesimo investimento? A tempo debito, lo scoprirà chi erediterà la sua sconfinata fortuna… 

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