Hanno ucciso le hot hatch, ma la nostra passione è dura a morire

Hanno ucciso le hot hatch, ma la nostra passione è dura a morire

Le utilitarie e le berline sportive sono venute quasi tutte a mancare all’affetto dei loro cari. Ne hanno dato il triste annuncio nel 2023 la Ford, che ha cancellato dal listino l’adrenalinica Fiesta ST, e l’anno dopo la Hyundai, che si è regolata di conseguenza mandando in pensione anticipata l’altrettanto adrenalinica i20 N, ovviamente guardandosi bene dal sostituirla. Tra poco, una volta che il piccolo lotto di Best Lap per l’Italia sarà sold out, toccherà alla Honda dare l’ultimo saluto alla Civic Type R, una delle regine indiscusse nella categoria delle medie tutto pepe. Ma solo in Europa, perché in Giappone e in altri paesi in cui le auto sportive non vengono esecrate come fanno i politici di Bruxelles continuerà a essere venduta. E a fare la gioia di chi ama guidare.

Ford today revealed further details of the sophisticated Sports Technologies that will deliver the most responsive, engaging and fun-to-drive Fiesta ST experience ever

A VOLTE SEMBRA CHE… MA POI… Ci si perdoni la dissacrante ironia del necrologio automobilistico, ma ci pareva paradossalmente il modo meno amaro per far passare un messaggio che, nella sua cruda semplicità, impoverisce e mortifica l’immaginario degli appassionati. Il messaggio è che, per i sopracitati appassionati, che sono tantissimi eppure loro malgrado si sentono sempre più soli, si prospettano tempi sempre più bui. E dire che, per la gioia di quei sacerdoti del clickbait che si spacciano per giornalisti, di tanto in tanto sul web trapela qualche scoop o presunto tale che autorizza gli appartenenti alla suddetta poco ragguardevole categoria a pubblicare notizie sul possibile arrivo di una nuova piccola auto che costi il giusto e sia messa giù “cattiva” come si deve. A quel punto succede che Google fa il suo lavoro, gli articoli corrono di smartphone in smartphone, la gente mormora, ma poi il più delle volte passano i mesi, passano gli anni e alla fine non arriva un fico secco.

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MILD HYBRID? ELETTRICHE? MA CI FACCIA IL PIACERE… Così, allargando le braccia, si finisce per accontentarsi, quando va bene, di un’insipida mild hybrid a cui spesso e volentieri manca un cilindro (oltre che, beninteso, un tot di personalità). Alcune case pensano basti prepararle e farle correre nei rally o in pista. Ma se poi di quella benedetta macchina non ne viene declinata una versione che può circolare su strada, che senso ha? Per tacere di chi pensa di salvare capra e cavoli propinando dei piccoli bolidi elettrici che, pur andando come saette, per via dell’assenza del cambio, banalmente di un motore e di un impianto di scarico che “canti” a dovere e, non ultimo, per via di un’autonomia striminzita nella guida reale, non riescono a trasmettere neanche un briciolo delle emozioni che regala una macchina con quattro o più pistoni sotto il cofano. Che poi, a dirla tutta, il numero dei pistoni è relativo. Perché la Fiesta ST abbandonata nel cimitero dell’immagine di copertina del nostro articolo (creata con il supporto della cosiddetta intelligenza artificiale: a scanso di equivoci, lo precisiamo) di pistoni ne aveva solo tre, ma con 200 CV e una messa a punto da favola della meccanica valevano il doppio.

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PULIZIA DELL’ARIA, O DI COSCIENZA? Ora, è ovvio che i ruggenti anni delle Fiat Uno Turbo e delle Renault 5 GT Turbo e delle Peugeot 205 GTI e delle Mitsubishi Lancer e Subaru Impreza che parevano atterrate sull’asfalto delle nostre città direttamente da una prova speciale del Mondiale rally non potranno più tornare. Si convenga che quelle sopra elencate sono ormai macchine superate, in un mondo dell’auto che deve guardare al futuro con lenti sempre più “green” e darsi una volta per tutte una bella ripulita. E pazienza se darsi questa bella “ripulita” implichi il rischio della scomparsa del mondo dell’auto stesso. Mondo dell’auto che, incidentalmente, in Europa dà lavoro a milioni di persone e dalle cui sorti dipendono le sorti di altrettanti milioni di persone nonché della salute economica di paesi come il nostro ma come anche la Germania, la Francia, l’Inghilterra, eccetera eccetera. L’industria si salverà producendo bombe, droni e carri armati? Beh, il business, visto come vanno le cose da un po’ di tempo a questa parte, è senz’altro redditizio. Ma proprio il fatto che le guerre in passato abbiano fatto la fortuna di tante case automobilistiche sulla pelle dell’umanità dovrebbe far riflettere seriamente sul fatto che non è certo questa la strada più virtuosa da percorrere.

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EPPURE UN MODO DI SAREBBE, MA… Perché allora, verrebbe da chiedersi, non cercare un compromesso, una via di mezzo? Allentare la morsa delle multe salatissime inflitte a quei costruttori che sforererebbero il tetto di emissioni inquinanti consentito inserendo nelle loro gamme delle sportive a benzina, per esempio, potrebbe essere un’idea sensata. Ma che senso ha mettere sul tavolo un’idea sensata, quando da una soffice poltrona del parlamento europeo è così comodo ricattare e mettere con le spalle al muro i manager delle case automobilistiche e fargli il lavaggio del cervello per poi costringerli a sfornare auto elettriche che hanno come effetto principale quello di arricchire a dismisura la Cina e, almeno nell’Europa mediterranea, sono destinate a marcire nei piazzali delle concessionarie ancora per molti anni? Davvero tutto questo salverà il mondo? Chi ne è convinto, forse, di mondo con la fantasia ne frequenta un altro, ma tutto suo e che nulla ha a che spartire con quello in cui galleggia nel mare torbido delle odierne ipocrisie di cui siamo, ahinoi, tutti in balia.

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IL NOSTRO ANTIDOTO. E allora che fare di questi tempi, se si amano le macchine sportive e magari non si ha il becco di un quattrino? Tenere d’occhio Veloce.it  come minimo ha il vantaggio di rinfrancare il cuore e rinforzare lo spirito, perché sul nostro sito di auto che fanno sognare a costo zero e nel tempo di un clic ne trovate ogni giorno parecchie. Se invece un gruzzoletto lo avete, fate così: aprite il nostro garage, entrate in quello dei marchi più popolari e lasciatevi ispirare. E poi, fiondatevi sui siti internet di annunci di auto di seconda mano. Magari la vostra Uno Turbo dei sogni è là sola soletta che vi aspetta…

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