Citroën 2CV 6 Charleston, i suoi primi quarant’anni

Citroën 2CV 6 Charleston, i suoi primi quarant’anni

La Charleston fa il suo debutto al Salone di Parigi del 1980, è una versione speciale della già celeberrima e longeva 2CV. Viene prodotta nello stabilimento di Levallois e proposta con un’elegante carrozzeria bicolore Rouge Delage e Nero. Era nata come cadeau per tutti gli amanti della 2CV in tiratura limitata a 8mila unità, ma riscosse un tale successo che a partire dall’anno successivo, nel luglio 1981, la Charleston entrò nei listini della Casa del Double Chevron in modo permanente. La versione prodotta in serie si differenzia dall’edizione limitata per l’adozione di fari cromati e rivestimenti interni trapuntati a losanghe.

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LE ULTIME. L’anno successivo arriverà anche una variante Giallo Hélios e Nero e nel luglio 1983 verrà sostituita da una versione con due tonalità di grigio, chiamate Nocturne e Cormoran. La produzione della Charleston continuerà dal 1988 nello stabilimento di Mangualde in Portogallo: i modelli prodotti da questo momento in poi sono riconoscibili dalla presenza del marchio spagnolo Covina sui vetri. Il 27 luglio 1990 l’ultima 2CV — che ricordiamo esser entrata in produzione nel 1948 — esce dalla catena di montaggio lusitana: è proprio una 2CV 6 Charleston Grigio Nocturne/Cormoran ed è l’esemplare numero 5.118.889.

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FLASHBACK. Le prime idee sulla possibilità di costruire un’utilitaria dai costi di gestione molto bassi vennero in mente ad André Citroën già durante i primi Anni ’30, ma questo progetto venne accantonato a favore di quello che avrebbe originato la ben più costosa Traction Avant. Dopo la morte di Citroën nel 1935, da tempo già estromesso dai vertici dell’azienda da lui fondata sedici anni prima, salì in cattedra Pierre-Jules Boulanger. Fu quest’ultimo a rispolverare l’idea di una vetturetta economica, la cui diffusione sarebbe dovuta essere capillare, sia per contribuire alla motorizzazione di massa in Francia, sia per permettere — con alti volumi di vendita — il risanamento della Casa andata in crisi durante la Grande Depressione.

Flaminio Bertoni, il designer della Citroën 2CV

Flaminio Bertoni, il designer della Citroën 2CV

PER TUTTI. Boulanger incaricò quindi Maurice Brogly — direttore dell’ufficio tecnico Citroën — con le seguenti parole: “Faccia studiare dai suoi servizi una vettura che possa trasportare due contadini in zoccoli e 50 kg di patate o un barilotto di vino, a una velocità massima di 60 km/h e con un consumo di 3 litri per 100 km. Le sospensioni dovranno permettere l’attraversamento di un campo arato con un paniere di uova senza romperle, e la vettura dovrà essere adatta alla guida di una conduttrice principiante e offrire un confort indiscutibile”. Boulanger richiese inoltre una vettura con bassi costi d’esercizio, che anche i clienti più inesperti in fatto di automobili avrebbero potuto facilmente manutenere e, dulcis in fundo, che il avesse spazio sufficiente per permettere al conducente di salire a bordo con il suo cappello in testa. Le linee inconfondibili della 2CV furono frutto dell’estro dell’italiano Flaminio Bertoni, universalmente considerato come uno tra i grandi car designer di tutti i tempi.

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