
La Valkyrie si toglie il cappello? Sì, per 3 milioni di euro
Con una stima iniziale compresa tra 2,75 e 3,25 milioni di franchi svizzeri, la Aston Martin Valkyrie Spider era annunciata come una delle protagoniste assolute dell’asta Broad Arrow di Zurigo. E così è stato: il lotto più atteso della rassegna elvetica è stato aggiudicato a 2,9 milioni di euro, cifra che conferma l’attrattiva delle hypercar di nuova generazione e la loro capacità di muovere il mercato anche a pochi anni dal debutto. Presentata nell’agosto 2021 in soli 85 esemplari, la Spider rappresenta la variante aperta della Valkyrie. È dotata di tetto rimovibile e di porte ridisegnate in stile “farfalla”, senza sacrificare le prestazioni della coupé. La scocca in carbonio ha richiesto rinforzi minimi, mantenendo peso e rigidità quasi identici alla versione chiusa. La velocità massima resta impressionante: 349 km/h con il tetto montato, circa 330 km/h senza, numeri fuori scala per una scoperta omologata per la strada. Sotto la pelle, la Spider è identica alla Valkyrie standard: V12 Cosworth aspirato da 6,5 litri abbinato a un sistema ibrido KERS di Rimac, per una potenza complessiva di 1176 CV e un rapporto peso/potenza che sfiora l’1:1. L’aerodinamica avanzata sviluppata da Red Bull Advanced Technologies sfrutta tunnel Venturi e un sottoscocca estremamente complesso. L’abitacolo rinuncia quasi del tutto al tradizionale: niente specchietti, sostituiti da telecamere, e un volante in stile Formula 1 con display integrato.

UNA F1 CON LA TARGA. Il progetto Valkyrie nasce per avvicinare il più possibile l’esperienza su strada a quella di una F1. Una missione resa possibile dall’inedita collaborazione tra Aston Martin, Red Bull Racing e Adrian Newey, uno dei più influenti progettisti della Formula 1 moderna. La coupé sarebbe dovuta arrivare già nel 2018, ma lo sviluppo complicatissimo ha portato le prime consegne solo nel 2021: 150 coupé, 85 Spider e 40 AMR Pro dedicate esclusivamente alla pista. L’esemplare battuto all’asta è il numero 39, commissionato dall’imprenditore argentino e collezionista Alejandro Roemmers, consegnato in Svizzera e configurato attraverso il programma “Q by Aston Martin”. È una versione con guida a sinistra e strumentazione in tedesco.


IL FASCINO UNICO DELLA 39. Il telaio 39 è verniciato nella rarissima tinta Storm Purple Gloss, un optional da 25.000 sterline, ulteriormente valorizzato da una grafica in Trophy Silver applicata sulle superfici aerodinamiche principali. Molte parti rimangono in carbonio a vista Q-spec, tra cui tetto, cofano motore e sezioni inferiori della carrozzeria, per un totale di 45.000 sterline di optional solo per le superfici in fibra. Il frontale sfoggia un badge Aston Martin ultrafine in acciaio, mentre lo scarico è rifinito in Zircotec Silver. I cerchi sono un set speciale in alluminio nero opaco con finitura diamantata e chiusura centrale, un extra da 40.000 sterline, abbinati a pinze freno Alcon Black e dischi carboceramici. Nei passaruota, aperti e scenografici, restano perfettamente visibili elementi delle sospensioni e componenti anodizzati: un vero catalogo di ingegneria racing.


HYPERCAR OMOLOGATA. A rendere ancora più particolare la Valkyrie — e a giustificare parte dell’interesse collezionistico — è il suo ruolo nel motorsport: nel 2025, Aston Martin ha iscritto una versione da competizione nella classe Hypercar del FIA WEC, diventando l’unico costruttore a correre con un modello derivato da un’auto omologata per la strada. La partecipazione alla 24 Ore di Le Mans ha segnato il ritorno del marchio nella categoria regina dopo la vittoria del 1959.

UN RISULTATO ANNUNCIATO. Con una configurazione unica, una provenienza prestigiosa e l’alone tecnico della collaborazione con Newey e Red Bull, la Valkyrie Spider n.39 è diventata la star dell’asta. I 2,9 milioni di euro pagati dal nuovo proprietario confermano la rapida transizione della Valkyrie da hypercar contemporanea a instant collectible. E, probabilmente, rappresentano solo la prima tappa della sua futura ascesa.






















