
Giulia Quadrifoglio Luna Rossa: la few-off dell’Alfa Romeo fa sognare
Cosa succede quando la potenza brutale di un V6 biturbo a benzina da 520 CV incontra la sofisticata fluidodinamica di una barca dell’America’s Cup? La risposta è l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, serie speciale realizzata in soli dieci esemplari, già tutti venduti (si stima a un prezzo intorno ai 300.000 euro).

DALL’ACQUA ALLA STRADA. Nata dalla collaborazione tra il marchio del Biscione e il team velico guidato da Max Sirena, e sviluppata nell’ambito del programma Bottega Fuoriserie del gruppo Stellantis, questa speciale Giulia Quadrifoglio prova a conciliare due mondi apparentemente distanti: l’asfalto e il mare.

AERODINAMICA RAFFINATA. La prima chicca dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa che salta all’occhio è il sofisticato pacchetto aerodinamico in carbonio, progettato per mantenere il flusso d’aria più aderente alla carrozzeria e ridurre la resistenza all’avanzamento. I tecnici hanno sviluppato un kit che comprende appendici sul paraurti anteriore, minigonne sottoporta di nuovo disegno e una coppia di profili nel sottoscocca per aumentare l’effetto-suolo.
INCOLLATA AL SUOLO. Risultato? Un carico aerodinamico che, a 300 km/h, raggiunge i 140 kg: un valore ben cinque volte superiore rispetto alla Quadrifoglio di serie. Nonostante questo incremento massiccio della deportanza, la resistenza all’avanzamento rimane sorprendentemente contenuta, permettendo alla vettura di mantenere velocità di punta elevatissime.

DUE ALETTONI AL POSTO DI UNO. Il dettaglio tecnico più spettacolare dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, però, è senza dubbio la grande doppia ala posteriore in carbonio. Sostenuti da due piloni centrali, gli alettoni si ispirano alle idroali (appendici idrodinamiche che permettono alle barche di sollevarsi dall’acqua) delle barche AC75 di Luna Rossa.
FIRMA IN ROSSO. L’estetica esterna dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa è un omaggio diretto alla AC75 che ha partecipato alla 37ª edizione dell’America’s Cup a Barcellona. La carrozzeria è caratterizzata da una verniciatura stesa a mano con una particolare tinta cangiante, studiata per riprodurre fedelmente l’effetto metallico dell’acciaio dello scafo dell’AC75 Luna Rossa. Su questa base si innesta una livrea bicolore di grande impatto: il cofano, il tetto e la parte posteriore sono rifiniti in un nero denominato “ponte barche”, che crea un contrasto netto con il grigio metallico delle fiancate. A spezzare questa dicotomia cromatica interviene la celebre banda rossa laterale accompagnata dalla scritta “Luna Rossa”. Per la prima volta nella storia dell’Alfa Romeo, i loghi posti sul frontale e sul posteriore abbandonano i colori tradizionali per vestirsi interamente di rosso, come nella Alfa dal 1946 al 1950. Anche i cerchi in lega di 19” presentano una ricercata sfumatura rossa interna.
Scorpi
LA VELA DIVENTA RIFINITURA. E dentro? Domina la fibra di carbonio a vista e, per la prima volta, la fascia della plancia dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio ospita un inserto realizzato con un film sottilissimo proveniente da una delle vele di Luna Rossa. I sedili della specialista Sparco, invece, presentano rivestimenti ispirati ai giubbotti di salvataggio utilizzati dall’equipaggio durante le regate.


















Ormai anche in Alfa si sono ridotti a versioni speciali-limitate-esclusive come fu per l’inossidabile 500 Abarth. Spillano 300.000 euro per una macchina uguale all’altra, ma molto più cafona e con qualche pezzo di tela di una vela da barca negli interni. D’altronde progettare un’erede che non sia un’elefantessa al posto di gongolare sul fatto che resti in produzione ancora due anni, costerebbe troppo e non sarebbe nello “stile di un marchio che ormai di Alfa Romeo ha poco o nulla. Buona per speculatori, come la 4C…
Lungi da me il solo pensiero di andare in giro con una simile pacchianata… ma le due anime di Alfa potrebbero convivere… e se queste versioni speciali servono per passà a’ nuttata e finanziare un prodotto futuro degno del marchio, ben vengano! Ma servono idee…