Quella volta che una Peugeot sbancò la Mille Miglia

Quella volta che una Peugeot sbancò la Mille Miglia

Dici Mille Miglia e pensi all’Alfa Romeo, che coi suoi bolidi l’ha vinta 11 volte, o alla Ferrari, che nella mitica maratona da Brescia a Roma e ritorno, tra il 1927 e il 1957, si è imposta in 8 edizioni. Dici Mille Miglia e pensi a piloti leggendari come Clemente Biondetti, Tazio Nuvolari, Giuseppe Campari e Achille Varzi, in quei tempi eroici in cui si correva con una maglietta a maniche corte, un caschetto striminzito e un paio di occhialoni da aviatore.

Mille Miglia 1953 Peugeot 203 Gino Munaron

La Peugeot 203 di Gino Munaron e Lucio Finucci nella Mille Miglia del 1953. L’auto era praticamente di serie: le uniche modifiche erano i condotti di aspirazione e scarico lucidati e le sospensioni ribassate

GINO MUNARON, PROFESSIONE GENTLEMAN DRIVER 
Ma la Mille Miglia, il cui format “democratico” consentiva ai partecipanti di presentarsi ai nastri di partenza con automobili pressoché d’ogni tipo – dalle utilitarie ai prototipi costruiti in un garage, alle barchette da sogno – hanno saputo ritagliarsi i loro momenti di gloria anche tanti gentleman driver, come si chiamano oggi, ossia i piloti “della domenica”, che sgomitavano senza troppi timori reverenziali coi professionisti (in un’epoca in cui, in realtà, il confine tra le due categorie era alquanto vago).

Tra questi spicca il nome di Virginio Achille Munaron Lugli, per tutti Gino Munaron, torinese classe 1928 che nell’edizione 1953 della freccia rossa si fece onore lottando contro i bolidi fiammanti dei marchi più prestigiosi con una Peugeot 203.

Mille Miglia 1953 Peugeot 203 Gino Munaron

Gino Munaron alla rievocazione storica della Mille Miglia nel 2008, a cui ha partecipato all’età di 80 anni con una Peugeot 203 uguale a quella con cui aveva ottenuto lo storico successo del 1953 (foto: Massimo Campi)

UNA BERLINA “TRANQUILLA”, MA INNOVATIVA
Benché innovativa (è stata la prima auto della casa con la scocca portante e il suo 1.3 da poco più di 40 CV, grazie alla testa emisferica, era un motore brillante, per il tipo di auto), la Peugeot 203 era un qualcosa di molto lontano da una macchina da corsa.

Ma a Munaron, che nel ’53 corse in coppia con Lucio Finucci e al quale l’allora importatore delle Peugeot nel nostro paese, Odoardo Pagani, si era limitato a chiedere di fare bella figura per promuovere la vettura in Italia, non importava un granché…

Mille Miglia 1953 Peugeot 203 Gino Munaron

SENZA PAURA
Con quella berlina blu dallo stile americaneggiante e il numero 100 dipinto sulle portiere che indicava l’orario di partenza (l’una del mattino: all’epoca, le levatacce per i piloti erano all’ordine del giorno…), Munaron e Finucci diedero battaglia dal primo all’ultimo chilometro e tagliarono il traguardo vincendo la classifica dedicata alla auto da turismo con motori fino a 1,3 litri di cilindrata.

Un successo storico, per la Peugeot, che da quel giorno in Italia fu vista con occhi diversi da tutti gli automobilisti italiani, compresi quelli che non avrebbero scommesso un centesimo su quella “tranquilla” berlina da famiglia che non assomigliava affatto a una macchina da corsa… 

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