
Ford Supervan, i furgoni più veloci del mondo
Capita raramente di vedere dal vivo, in Italia, un Ford Supervan: un oggetto fuori scala, quasi surreale, che dal 1971 incarna la versione più estrema e provocatoria del Ford Transit. Furgone solo nell’aspetto, perché sotto la pelle il Supervan ha sempre nascosto soluzioni da competizione pura, anticipando di decenni un’idea oggi comune nel motorsport: usare una sagoma familiare per raccontare tutt’altro, come fanno le moderne Rally1. Poterci salire a bordo – impresa tutt’altro che agevole, tra roll-bar e abitacolo da corsa – durante l’evento milanese per i 60 anni del Transit è stato lo spunto ideale per ripercorrere la storia di questi veicoli unici, seguendone l’evoluzione tecnica e concettuale attraverso le varie generazioni.

LA GENESI. Il primo Supervan nasce nel 1971 e si presenta al pubblico a Brands Hatch come un vero colpo di teatro. Esteriormente ricorda molto da vicino un Transit Mk1, ma sotto la carrozzeria in acciaio batte un V8 Ford da 400 CV montato in posizione centrale, su un telaio spaceframe derivato dal Cooper Monaco. Le prestazioni sono impressionanti per l’epoca – circa 240 km/h – anche se l’aerodinamica rudimentale tradisce la natura sperimentale del progetto, limitandone l’efficacia in pista. È un mezzo pensato più per stupire che per cronometrare, e in questo senso centra perfettamente l’obiettivo. Con l’arrivo del Transit Mk2, però, il primo Supervan perde rapidamente la sua funzione, diventando una sorta di manifesto tecnologico di un’epoca.

L’EVOLUZIONE. Nel 1984 Ford rilancia l’idea con il Supervan 2, decisamente più aggressivo e dichiaratamente racing. La carrozzeria in fibra di vetro replica le forme del Transit Mk2, ma è ribassata, scavata da prese d’aria e completata da ali e appendici aerodinamiche che non lasciano spazio a fraintendimenti. La base tecnica è quella della Ford C100 Gruppo C, spinta da un Cosworth DFL da 600 CV: un prototipo endurance travestito da furgone. Nei test a Silverstone tocca i 280 km/h, ma anche questa incarnazione ha vita breve. Il Transit cambia di nuovo volto e il Supervan, ancora una volta, deve reinventarsi.

IL PIÙ ICONICO. È nel 1994 che il progetto trova forse la sua forma più riuscita con il Supervan 3. Per la prima volta viene utilizzato per promuovere un modello appena aggiornato e non uno a fine carriera. La carrozzeria, in scala ridotta, avvolge un telaio leggerissimo e un motore Cosworth HB 3.5 da 660 CV. Con appena 890 kg sulla bilancia, il Supervan 3 diventa il più longevo della stirpe, accompagnando Ford per diversi anni tra eventi e dimostrazioni, cambiando livrea ma non spirito. È proprio questo esemplare, restaurato nei primi anni Duemila, quello visto a Milano per le celebrazioni del Transit.

IL RITORNO A BATTERIE. Dopo anni di silenzio, il Supervan rinasce nel 2022 in una forma completamente nuova ed elettrica. Il Supervan 4 debutta al Goodwood Festival of Speed come manifesto tecnologico di Ford Pro e Ford Performance. Quattro motori elettrici, quasi 1.900 CV e uno scatto da 0 a 100 km/h inferiore ai due secondi trasformano il furgone in un oggetto quasi fantascientifico, più vicino a un hypercar che a un mezzo commerciale, con un’autonomia volutamente secondaria rispetto alle prestazioni.

E OGGI? La definitiva consacrazione arriva nel 2023 con il Supervan 4.2, evoluzione estrema pensata per la Pikes Peak. Più grande, più largo, più aerodinamicamente radicale, adotta tre motori elettrici da oltre 2.000 CV complessivi e 4.000 Nm di coppia. Con Romain Dumas al volante conquista vittorie e record: Pikes Peak, Goodwood, Bathurst, fino al giro fulmineo sulla pista di Top Gear. A più di cinquant’anni dalla sua nascita, il Supervan continua così a fare ciò per cui è stato creato: stupire, provocare e dimostrare che anche un furgone può diventare un’icona di prestazioni estreme.





























