
Una vera AMG al prezzo di una Sandero? Quasi! E pure a gasolio!
Possedere una Mercedes-AMG è certamente un punto di arrivo per ogni automobilista appassionato della guida. E rappresenta anche uno status non da poco quando si va a “fare il tagliando” o comunque ci si reca nei punti di assistenza ufficiali della stella a tre punte per la manutenzione, perché nella maggior parte dei casi c’è un desk dedicato ai clienti delle V8 e V12 e dei modelli AMG e Maybach. Ma qual è la formula migliore per diventare clienti AMG senza spendere troppo per acquisto e manutenzione? Il modello più accessibile da tutti i punti di vista è rappresentato dalla Classe C della generazione W/S203, quella con i quattro fari circolari, nelle varianti Mercedes C 32 Kompressor AMG e C 30 CDI AMG con queste ultime ormai inutilizzabili in gran parte del nord Italia a causa del bando ai diesel Euro 3-4 sempre più esteso. Berlina, station-wagon o Sportcoupé? Da un punto di vista collezionistico, la Sportcoupé è la più rara (e anche la meno costosa a giudicare da quel che si trova sui principali marketplace digitali) ma rappresenta al tempo stesso uno di quei casi in cui la rarità è un disvalore, sia perché esteticamente non ha appeal, sia perché è meno fruibile e versatile delle iterazioni a 4 e 5 porte. Meglio quindi puntare su una berlina, sempre elegante grazie anche alla minima cura aerodinamica apportata dagli ingegneri di Affalterbach per migliorarne l’aderenza e la stabilità alle alte velocità, o su una pratica station-wagon, ancora più discreta e con tutto lo spazio che hanno fatto della Classe C T-Modell una delle giardinette del segmento D-Premium più vendute al mondo.


POCHE MA PER LO PIÙ BUONE… PERÒ ATTENZIONE! Naturalmente la disponibilità sul mercato delle C 32 Kompressor AMG è molto limitata e non sarebbe una cattiva idea estendere le ricerche all’Europa o, per lo meno, alla vicina Germania, dove l’offerta è più ampia, come d’altronde in Svizzera, che però presenterebbe criticità in fase di importazione e reimmatricolazione, non facendo parte dell’Unione Europea. Tra 8.000 e 15.000 euro si trovano esemplari in buone condizioni o addirittura ottime: l’importante, per evitare troppi rischi, è scegliere vetture dal chilometraggio certificato (è indispensabile la presenza del libretto dei tagliandi, meglio verificare che i timbri siano stati apposti da concessionarie ufficiali) e non esagerato (meglio non oltre i 250mila km), senza evidenti problemi meccanici e impeccabili per carrozzeria e interni. Su un’auto ad alte prestazioni come la C 32, il cui V6 da 3,2 litri sovralimentato con compressore volumetrico esprime 354 CV, una carrozzeria o interni trascurati sono sinonimo di scarsa cura anche nell’impiego della vettura, da cui probabili grane sul piano tecnico, magari sapientemente nascoste con un accurato lavaggio del motore che potrebbe celare perdite di olio o acqua. Esigere una prova su strada, meglio con un bravo meccanico di fiducia, e un passaggio sul ponte per controllare il sottoscocca ed eventuali perdite di liquidi. Quanto ai costi di gestione, beh, non ci si faccia l’idea che una C 32 richieda lo stesso esborso annuo di una Classe A diesel: date le prestazioni, dischi e pastiglie freni si cambiano ogni 2 anni almeno, i pneumatici – soprattutto quelli posteriori – deperiscono rapidamente in funzione dello stile di guida che non immaginiamo sia sempre turistico, il consumo medio è di 10 litri/100 km, se fate i bravi. Però volete mettere il gusto di guidare AMG al prezzo di una Sandero?


I VANTAGGI DI UNA C30 CDI AMG. Chi vive lontano dalle grandi città, meglio se ne centro-sud, può arrischiarsi a scegliere una C30 CDI AMG, il cui valore storico è rappresentato dal fatto che è l’unico modello a gasolio firmato AMG. Proprio perché ormai inutilizzabile nelle grandi città del nord, come Milano, è possibile trovarle a condizioni favorevoli, magari non proprio in svendita ma neanche a prezzi da speculazione. Consuma meno della C32 Kompressor, ovviamente, siamo sugli 8 litri ogni 100 km guidando senza trattenersi dal premere a fondo sull’acceleratore, e con i suoi 231 CV mette meno in crisi gomme e freni. Il rischio maggiore però è che sia stata vissuta esageratamente proprio per i suoi costi d’esercizio più accessibili; il chilometraggio va quindi controllato accuratamente e ricercati con altrettanta cura gli indizi di un utilizzo spregiudicato, dentro e fuori: usura dei sedili, della pedaliera, segni sulla carrozzeria, battistrada dei pneumatici consumato irregolarmente.























