
Le tre Porsche 911 che ogni porschista vorrebbe avere in garage
Non è scolpito nella pietra, non è scritto nella Bibbia, ma non ci sono dubbi: se chiedete a qualsiasi amante delle Porsche cosa pensa delle 911 che abbiamo inserito nella nostra Top 3, molto probabilmente vi dirà che è d’accordo con noi al 100%. Perché chiedere di scegliere le tre 911 migliori della storia sarà anche un esercizio crudele, siamo d’accordo, ma è anche un’ottima “scusa” per “mettere i puntini sulle i” su tre auto che meritano appieno l’aggettivo mitiche.

PORSCHE 911 CARRERA RS 2.7
Cominciamo dalla Porsche 911 Carrera RS 2.7 per una mera questione di ordine cronologico o meglio, di “galanteria”: precedenza alla più anziana. E che anziana! Cinquant’anni fa, questa coupé “pronto pista”, che la casa aveva costruito per ottenere l’omologazione delle versioni da competizione nelle gare per vetture da turismo, era il terrore di chiunque guidasse qualsiasi altra auto sportiva. I 210 CV sprigionati dall’esuberante 2.7 sei cilindri boxer, che vantava finezze come i pistoni stampati e le canne dei cilindri in lega dall’alluminio rivestite in Nikasil, si traducevano in prestazioni che incutono timore e rispetto ancora oggi: 5,8 secondi per “bruciare” lo “0-100” e oltre 240 km/h di velocità massima. Ma questo “gioiello” toglie il fiato anche a motore spento: l’alettone a coda d’anatra in fibra di vetro non è un semplice alettone, ma un “totem” da venerare, per chi ha la Porsche nel cuore.

PORSCHE 911 CARRERA (993)
È l’ultima con il mitico, glorioso e praticamente indistruttibile sei cilindri boxer raffreddato ad aria, un motore nato negli anni ’60 e a cui si deve gran parte dell’aura di leggenda che circonda la casa tedesca. Basterebbe questo per inserire in questa lista la Porsche 911 siglata 993, ma c’è un altro fatto: è bellissima, anzi è a detta di molti la 911 più bella di tutte. Sul podio mettiamo la Carrera 2 Coupé, quella con la linea più “pulita”, la trazione posteriore e il 3.6 da 272 CV, che oggi possono sembrare pochi e in realtà non erano un’enormità neanche nel 1993, ma bastano per sfrecciare in pista sul filo dei 270 orari. Per non parlare del rombo del flat six della “vecchia scuola”: musica allo stato puro, per le orecchie degli appassionati.

PORSCHE 911 GT3 RS 4.0
È l’irresistibile canto del cigno della serie 997, che è considerata, insieme alla 993, la 911 più riuscita sul piano estetico. Non che le doti di guida siano da meno, anzi, e la cosa vale ancor di più nel caso della “brutale” Porsche 911 GT3 RS 4.0 del 2011, il cui “feroce” sei cilindri boxer, pur aggiornato e con 25 cavalli in più, muove l’erede oggi in vendita. La livrea bianca con strisce grigie e rosse, i flap nel paraurti anteriore, il mega alettone che dallo spoiler a coda d’anatra nel cofano si staglia fin quasi all’altezza del tetto: decidetelo, voi, il dettaglio più intrigante di questa “belva” divora-cordoli, perché sul coinvolgimento di guida e sulle prestazioni le chiacchiere stanno a zero. Questo “animale” da pista con la targa ha un cambio manuale a sei marce dalla precisione millimetrica e i 500 CV scaricati sulle ruote posteriori ce li si gusta tutti d’un fiato, con i peli delle braccia dritti come fusi e la lancetta del contagiri che schizza veloce oltre quota 8.000. Questa non è un’auto da sogno: è poesia.


























