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Bugatti

Le sue sono tre vite, per altrettanti momenti forieri di visione, perfezione e velocità. Con la Royale, Ettore Bugatti colpì al cuore principi e re: sei metri di lunghezza, oltre due tonnellate di peso e un motore di derivazione aeronautica da 12 litri di cilindrata. Un incipit da favola per il marchio italofrancese cui seguirono picchi di assoluto. Poi il nulla fino all’arrivo di Romano Artioli: è alla fine degli anni ’80 che la parabola della Bugatti è pronta a una nuova risalita con la EB110; quattro turbo, telaio di carbonio e forme intramontabili. Poi il nulla/2, fino all’arrivo di Ferdinand Piëch che fa (fare) il diavolo a quattro perché la sua pupilla, la Veyron, tocchi i 400 all’ora. Adesso, al comando, c’è Stephan Winkelmann e i nuovi picchi d’eccellenza sono già nei libri di storia della Bugatti. E dei record, in generale

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