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Cupra

Il mondo dell’auto è in fermento? Si fatica a seguirne evoluzioni (o involuzioni)? A Barcellona qualcuno se ne accorge e qualche anno fa ripensa il ‘modello automobilistico’ partendo dal gusto. Che in questi ultimi anni è cambiato in modo radicale, arrivando a far propendere per certe auto invece che altre per scelte apparentemente irrazionali. Ma una ragione c’è, perché oggi i cavalli sono comodity, al pari di infotainment, delle finiture e persino dello stile. E il merito della Cupra sta proprio nel fatto di aver saputo combinare tutti questi elementi con grande efficacia. E gusto. Proporre dunque qualità, stile e sportività dentro un mix tutto nuovo. Dentro le Cupra c’è un’eredità che arriva dritta da anni di disciplina sportiva (la percepisci dal loro fine tuning), ma pure una consapevolezza nelle scelte di uomini che provano a capire cosa vuole una clientela inedita. Poco legata all’apparenza da ‘brand stampato sulla maglietta’, ma più ammiccante a chi, senza troppi lacci o lacciuoli con le culture del Novecento, sa scegliere perché ‘conosce’. C’è del genio, in effetti, nella prima auto progettata in Cupra da cima a fondo, la Formentor: gesto plastico (e pure velocissimo, volendo) di ciò che il meglio di tecnologia e design possono esprimere sulla base di uno dei volumi più apprezzato dal mercato; quello delle crossover medie. La gamma prevede anche hothatch beatamente potenti (Leon) e prevederà elettriche (entro l’anno la Born, poi la Tavascan) messe a punto per gli stessi clienti di cui sopra.

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