
Ferrari Dino 206 e 246 GT
Quotazione da 200.000 € a 700.000 €
“Minuscola, scattante, sicura… quasi una Ferrari”. Così, quasi a voler farsi scudo contro eventuali snobismi da parte dei proprietari dei modelli più grandi, potenti e costosi, recitava il depliant informativo con cui, nel 1967, la casa di Maranello presentava la Dino 206 GT. Disegnata dalla Pininfarina e costruita dalla carrozzeria Scaglietti di Modena, sul cofano non sfoggiava il tradizionale cavallino rampante, ma una targhetta gialla con il soprannome di Alfredo Ferrari, l’amatissimo figlio di Enzo che aveva contribuito al progetto del motore V6 che, undici anni dopo la sua prematura scomparsa, avrebbe mosso questa sinuosa e bassissima coupé biposto tutta d’alluminio. Al salone di Ginevra del 1969, appena sei mesi dopo l’inizio delle vendite della 206 GT, debuttò la Dino 246 GT, proposta anche in una versione con tettuccio rigidido asportabile, la GTS. La cilindrata del sei cilindri cresceva da 2.0 a 2.4 e la potenza da 180 a 195 CV, per una velocità massima dichiarata di 245 km/h. La versione con il motore più grande e potente è famosa anche per i rocamboleschi inseguimenti di cui è protagonista nella serie TV inglese Attenti a quei due e nel 1972, con l’equipaggio francese Laffeach-Doncieux, è giunta diciassettesima nella classifica assoluta della 24 Ore di Le Mans. Con il passare del tempo, le Dino 206 e 246 si sono conquistate un apprezzamento sempre maggiore da parte degli intenditori e, come testimonia l’ascesa delle quotazioni, oggi sono percepite come delle vere Ferrari.
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