
Datsun 240Z
Quotazione da 30.000 € a 55.000 €
Le radici della famiglia delle Nissan Z, granturismo sportive con un fascino tutto loro che fanno battere il cuore degli appassionati da quasi sessant’anni (oggi in vendita, purtroppo non in Italia e in Europa, c’è la Z) affondano nel mito della capostipite, la Datsun 240Z del 1970. Venduta in Giappone con il nome di Fairlady, questa grintosa biposto mandò in pensione la Sports e denotava una “cattiveria” del tutto sconosciuta alla simpatica e tondeggiante cabriolet di cui raccolse il testimone. Nella Datsun 240Z, piccola come l’antenata ma più bassa e con un cofano lungo e un tetto ad arco che si univa senza soluzione di continuità al lunotto molto inclinato, si stava seduti a un niente da terra, quasi “appoggiati” sul retrotreno. Con l’aiuto di un differenziale autobloccante, le ruote posteriori scaricavano a terra i 160 CV e spicci forniti dal 2.0 a sei cilindri in linea con distribuzione “bialbero” e tre carburatori a doppio corpo; per l’epoca, e in un’auto che superava di poco i 1.000 kg a vuoto, era una potenza di tutto rispetto. In Europa e negli Stati Uniti, dove allora non erano previste tassazioni aggiuntive per le cilindrate superiori ai due litri, il motore era 2.4 con 9 CV in meno e nel corso degli anni arrivarono la 260Z con motore 2.6 e la 280Z, mossa da un 2.8. La produzione si interruppe nel 1978, dopo ben 520.000 esemplari e con la Nissan 280ZX ormai in rampa di lancio.
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