
E i 390 CV della Grecale V6 dissolsero le nubi più cupe
La Maserati dentro a Stellantis non può sopravvivere, la Maserati vende troppo poco (in effetti, circa 10.000 auto nel 2025) e sta fallendo, i cinesi compreranno la Maserati… Un addensarsi di nubi minacciose sul futuro del Tridente, con un susseguirsi di voci e indiscrezioni, ha fatto discutere in questo 2026. Peggio di una grandinata per quel bambino che negli spensierati anni 80, a spasso con la nonna nel centro di Milano, venne trafitto al cuore dal Tridente, sotto forma di Maserati 228: era bella, lucente e ruggente (non so se oggi rimarrei altrettanto… trafitto). A soffiare via le nuvole nere, ci ha pensato Stellantis: il marchio non lo vendiamo, lo rilanciamo con due nuovi modelli, le eredi di Levante e Quattroporte. Come saranno? Qualcosa diranno il primo dicembre alla tradizionale conferenza annuale.

SUGGESTIONI DAL PASSATO. I cinesi rientreranno dalla finestra donando una piattaforma elettrificata? Vedremo. Il perché di quella data è presto detto: ricorre la nascita della Maserati, anno 1914. E, diamo anche noi una soffiata alle nuvolacce abbandonandoci ai ricordi. In questo 2026 il simbolo del Tridente, scaturito dalla matita di Mario l’artista dei quattro fratelli Maserati, compie 100 anni da quando fece la sua comparsa sulla prima Maserati doc: la Tipo 26 portata in gara da Alfieri, il più Maserati dei fratelli Maserati (suggerico la sua biografia, una saga appassionante). La prima “doc”, perché fino al giorno prima i fratelli elaboravano auto costruite da altri, e che altri: Isotta Fraschini, Diatto…

LE PREMESSE GIUSTE. Ma veniamo all’oggi. Fra i tasselli del rilancio (speriamo) c’è l’aggiornamento della suv Grecale, che porta in dote il motore di cui si sentiva la mancanza: una variante del 3.0 V6 biturbo Nettuno, la Modena, meno esasperata di quella da 530 CV e a metà strada dalle 2.0 mild hybrid a 4 cilindri, ferme a 330 CV. Eccolo qui e ha 390 CV. Non so voi, ma penso sia la quadratura del cerchio e a dirlo sono anche i numeri: 500 Nm di coppia già disponibili a 2000 giri (a 3000 giri i 629 Nm del fratellone da 530 CV). Significa che già nei primi km in cui guido la Grecale nel (poco) traffico di Trieste, ho una gran prontezza ai bassi e mi muovo in souplesse. Comodissima la Grecale. Mi arrampico per i monti, via il traffico, arrivano le curve (e con nessuno).

CONVINCE. Dalla borghese modalità GT passo alla tonica Sport, modalità manuale del cambio premendo i nuovi bilancieri metallici nella consolle, che hanno soppiantato i tristerelli tasti in plastica. Mi attacco alle belle leve di alluminio dietro il volante a snocciolare svelto le 8 marce del cambio automatico. Si va, prendo sempre più confidenza, questa Grecale ne dà tanta, è ben piantata sulle ruote di 21” e sulle sospensioni ad aria (2.989 euro). Mi diverto a disegnare traiettorie (non proprio come Mario col Tridente, però…) che questa Maserati segue svelta e precisa, con poco rollio e uno sterzo diretto che porta le mani sulle ruote (una caratteristica delle auto sulla piattaforma Giorgio, chiedere in Alfa). Il ritmo sale, il V6 ha una progressione entusiasmante (migliorato il sound, bello corposo), i freni mordono, dicono “puoi fidarti”. La Grecale danza leggera e agile fra le curve, dimenticandosi delle sue dimensioni (è a un niente dai 490 cm la lunghezza) e del suo peso, prossimo a 1900 kg. Altra caratteristica delle auto con base Giorgio.

È PIÙ BELLA. Mi fermo in un punto panoramico, guardo il frontale ridisegnato. Quella verticalità che dava l’idea di un’auto sui trampoli è svanita, come nubi nel cielo. La masherina più sagomata, nera, incorniciata di prese d’aria, e gli spoiler più affilati, hanno visivamente abbassato e allargato la Grecale. Allora cosa manca a questo Tridente? È bello, veloce e comodo. Ma non ibrido, i consumi (9,4 km/l dichiarati e fattibili se non corri) e il bollo ne risentono, certi sindaci vi guarderanno male e serve un assegno da 102.244 euro.









































