Ford Ranger MS-RT: quando il Diesel è meglio

Ford Ranger MS-RT: quando il Diesel è meglio

In Inghilterra lo chiamano “The Ultimate Street Truck”. Poca fantasia, in fondo è lo stesso slogan utilizzato per il Ranger Raptor che, rispetto a questo MS-RT rappresenta la contropartita in chiave offroad a confronto con la poderosa versione stradale ispirata dalla divisione sportiva della Ford of Europe. Infatti la sigla MS-RT è l’acronimo per M-Sport Road Technology. E non bisogna dimenticare che in alcuni Paesi la si ritrova anche su una versione “estrema” del furgone Transit Custom: quanto sia coerente un assetto da track-day su un van non lo dovete chiedere a noi ma è evidente che, quando un prodotto è di successo come il Custom (da cui derivano, non dimentichiamolo mai, i Volkswagen Transporter e Caravelle dell’attuale generazione), il Costruttore può sbizzarrirsi in versioni di nicchia.

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DIESEL FOR THE WIN. Ma a chi può servire un MS-RT? Rispetto al Raptor a benzina, questa versione è dotata del 3 litri V6 turbodiesel da 240 CV e 600 Nm di coppia e rivela fin da subito una maggiore versatilità, non foss’altro che per i costi di gestione: consuma il 30% in meno rispetto all’Ecoboost della variante rialzata, da cui deriva un’autonomia altrettanto ampliata, circa 250 km in più a pieno. E la portata è quasi doppia: passa da 600 a 1000 kg circa, al netto di eventuali dotazioni accessorie. Lo immaginiamo con un carrello portabarche al traino o con un horsebox agganciato, diretto verso un porto o un marina esclusivo o un circolo ippico.

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QUASI DI LUSSO. Al Raptor, questo Ford Ranger MS-RT lo si può accostare per l’elevato livello delle finiture, peraltro giustificato da un listino di 65mila euro e dintorni: i sedili anteriori, dotati di supporto laterale, e quelli posteriori, presentano una configurazione sportiva con fianchetti contenitivi più pronunciati, eleganti rivestimenti di origine non animale, con impunture blu e ricami MS-RT. Il volante sportivo, squadrato e riscaldabile, ha un indicatore blu posizionato a ore 12, ispirato alle auto da rally e da pista. La dotazione di serie include il sistema di infotainment SYNC 4A con schermo tattile verticale da 12 pollici, climatizzatore automatico bizona, assistenza al parcheggio anteriore e posteriore, telecamera posteriore, Intelligent Adaptive Cruise Control e Intelligent Speed Limiter. Tra le dotazioni a richiesta presenti sull’esemplare provato spicca il copricassone a comando elettrico, che permette di celare alla vista il carico trasportato.

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COME CAMBIA SOTTO. A prima vista il Ford Ranger MS-RT richiama l’attenzione per l’assetto ribassato di 40 mm: a ciò si aggiungono un frontale deciso, dotato di griglia a nido d’ape e spoiler integrato nel fascione paracolpi avvolgente, i codolini allargati e lo spoiler a coda d’anatra sul bordo della sponda posteriore (del cassone, dove spicca un altro logo MS-RT) e in coda al padiglione. La presenza su strada è ulteriormente esaltata dai bordi sottoporta sagomati, che conferiscono un look ribassato, e dal paraurti posteriore con un accenno di diffusore integrato. Il trattamento estremo delle superfici è stato ottimizzato tramite simulazioni digitali per garantire l’equilibrio aerodinamico e migliorare la stabilità ad alta velocità. Il look sportivo viene esaltato da esclusivi cerchi diamantati da 21 pollici, i più grandi mai offerti su un Ford Ranger, con pneumatici Continental 275/45 R21 a spalla ribassata. I passaruota maggiorati estendono la larghezza complessiva del veicolo di 82 mm sia all’anteriore sia al posteriore, a fronte delle carreggiate maggiorate di 40 mm per migliorare la motricità e la stabilità.

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VA PROPRIO BENE. Sul piano tecnico è l’assetto a segnare le principali differenze rispetto al resto della gamma Ranger: abbinato a regolazioni specifiche di molle e sospensioni, nonché a misure dedicate di cerchi e pneumatici e alle risposte più dirette e sportive dello sterzo ricalibrato, fornisce al Ranger MS-RT un comportamento dinamico quasi da vettura sportiva, che si esprime con livelli di maneggevolezza e comfort inusuali per un veicolo concettualmente “da lavoro”. Curiosando dietro le razze delle ruote in lega leggera da 21 pollici si coglie immediatamente la presenza dei doppi ammortizzatori, dal set-up più rigido all’avantreno, mentre le sospensioni posteriori sono state ricalibrate.

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PADDLE DOVE SIETE? Se da un lato va segnalato che lo smorzamento delle sospensioni è un po’ brusco a minimo carico (il retrotreno “leggero” tende a saltellare), dall’altro non si può trascurare la notevole motricità e l’ammirevole precisione di guida tra le curve. Il contraltare è rappresentato da una maneggevolezza discutibile quando si tratta di trovare un parcheggio: del resto, 5417 mm di lunghezza non si possono nascondere. Il cambio automatico a 10 rapporti è lo stesso del Raptor, ma sulla versione MS-RT non sono previste le levette al volante per la gestione delle cambiate in modalità manuale-sequenziale: peccato, perché i pulsanti sul selettore obbligano a togliere le mani dal volante e sono talmente piccoli da scoraggiare il loro impiego, specie se si è alla ricerca della performance pura. Aspetto quest’ultimo che non delude, in rapporto alla tipologia di veicolo: lo 0-100 km/h viene risolto in 8,7 secondi, mentre il Raptor dotato del 3.0 Ecoboost ferma il cronometro un secondo prima. Dove però il Ranger MS-RT mi ha conquistato è nella ovattata sonorità del suo corposo 3 litri turbodiesel, nell’allungo deciso fino ai 3250 giri del regime di potenza massima, nei passaggi melliflui del cambio automatico che cerca di tenere il V6 sempre in coppia, tra 1750 e 2250 giri/minuto. Un dettaglio cui invece far l’abitudine è il selettore dei drive mode (Normal, Eco, Tow Haul, Slippery, Mud/Ruts e Sand), da ruotare, mentre le posizioni del transfer della trazione integrale (che qui prevede anche la posizione 4A con ripartizione automatica della coppia sui due assali) vanno selezionate premendo i tasti sul medesimo “manopolone”. Forse troppe alternative concentrate in un solo comando.

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