Metti una notte d’autunno in California…

Metti una notte d’autunno in California…

PROVA AMERICANA. È leggera nel peso e un po’ meno nel listino (si ferma solo a un soffio dai 129.000 euro), ma rappresenta comunque una delle declinazioni più “abbordabili” della gamma di Zuffenhausen. La Porsche 911 T brilla lungo Wilshire Boulevard, nel cuore del Financial District di Los Angeles, dove ha inizio la nostra prova al di là dell’Atlantico. Come vi abbiamo già raccontato, si tratta della nuova declinazione “Touring” di un modello che macina record su record. La denominazione è stata rilanciata nel 2017, dopo che la prima Porsche presentata come “T” aveva debuttato nel 1968 ed era rimasta a listino per 5 anni.

Porsche 911 TALLEGGERITA E ARRICCHITA. La 911 T è già ordinabile anche in Italia, dove sbarcherà nei concessionari a febbraio. Sulla bilancia non arriva nemmeno a una tonnellata e mezzo: 1470 kg per la precisione. Gli ingegneri hanno ripescato il cambio manuale a 7 marce, che pesa 38 kg in meno rispetto al PDK automatico a doppia frizione con 8 rapporti (comunque a richiesta); sacrificato i sedili posteriori (altri 7 kg guadagnati), alleggeriti vetri e batteria per un’ulteriore dozzina di chili in meno e ridotto i materiali insonorizzanti. Questi interventi hanno bilanciato l’adozione delle sospensioni attive, delle ruote allargate, di un diverso impianto di scarico e del differenziale autobloccante meccanico. Questa versione adotta il 3000 biturbo della Carrera, cioè il modello base della gamma 911,  con 385 CV e 450 Nm di coppia, che permette di arrivare a 291 km/h e di coprire lo 0-100 in 4″5.

Porsche 911 TTERRENO INOSPITALE PER LA 911. Sperimentare simili prestazioni a Los Angeles è praticamente impossibile. Non a caso, rispettando i limiti o, almeno, non violandoli in modo esagerato, il consumo contabilizzato dal computer di bordo è sorprendentemente allineato a quello dichiarato, compreso fra i 10,3 e i 10,9 l/100 km. Dopo 145 chilometri percorsi – code, rallentamenti e soste fotografiche incluse – dopo due ore e mezzo e a una velocità media di 57 all’ora indicata dal computer, l’indicatore di consumo segnala 22,1 miglia per gallone, ossia quasi 9,4 chilometri per litro. Se da un lato possiamo criticare la Porsche per aver organizzato la prova in una zona del mondo dove l’infrazione dei limiti di velocità è considerata una colpa mortale, dall’altro dovremmo  ringraziarla per averci messo in condizione di verificare la proverbiale efficienza dei suoi motori. Che non ha eguali nel campo delle auto sportive. 

CONTRASTI PAUROSI. Lungo le arterie principali che da imboccare per uscire e rientrare in città, il traffico è intasato praticamente sempre e viene da spesso da chiedersi in che modo la California sia lo stato più “green” degli Stati Uniti. Ma questo è un altro discorso. Come meriterebbe altro spazio e un’altra sede la descrizione della paurosa miseria che non si può fare a meno di vedere attraverso i finestrini della coupé tedesca. Perché la “città degli angeli” è anche la città dei senza fissa dimora: ne vengono stimati 70.000. Negli Stati Uniti solo New York, che però ha anche più del doppio degli abitanti, ne ha di più. Se ne incontrano a ogni angolo delle strade del Financial District e lungo i marciapiedi ci sono decine di persone penosamente – ma dignitosamente – in coda con sacchetti e carrelli per rifornirsi di cibo a un banco alimentare.

Porsche 911 TPER I PURISTI DELLA GUIDA. Per contro, è proprio in questa città e in questo stato che Porsche (come altri marchi premium tedeschi) fanno breccia nel cuore degli americani benestanti. Cioè proprio quella tipologia di clientela che solitamente ha un garage molto fornito e, quindi, può permettersi di completarlo con un’auto con cambio manuale, che negli Stati Uniti è quasi un cimelio da collezione. Ma la 911 T è l’incarnazione del purismo al volante e va apprezzata a fondo su strade ricche di curve, dove c’è la possibilità di accelerare senza troppe precauzioni per godersi l’elasticità e l’esplosività del motore, oltre che la precisione e la sincerità dello sterzo. Tutte cose che questa Porsche permette di percepire una volta lasciata Los Angeles, con un itinerario sulle colline che si addentrano nella National Forest, sul quale non è possibile fare tutto ciò che si vorrebbe ma che, comunque, lascia intuire le potenzialità enormi del mezzo che stiamo provando.

BASSA E SONORA. La sportività della nuova 911 T è esaltata dalle sospensioni attive PASM, che riducono di altri 10 millimetri la già scarsa altezza dal suolo: una vicinanza all’asfalto che destinata a esaltare i brividi della guida più estrema. Inevitabilmente più rumorosa, ma comunque ancora gradevole da abitare (si riesce ancora a comunicare con chi siede a fianco), è altrettanto inevitabilmente divertente da guidare. È una vettura sviluppata per fornire solo certezze: non ci sono reazioni che “sorprendono” ma, del resto, sarebbe imperdonabile e rischioso farsi sorprendere. L’equipaggiamento di serie include il volante GT, l’impianto di scarico più sonoro e i sedili Plus con regolazione elettrica a quattro vie.

Porsche 911 TAGGANCIATA ALLA STRADA. Accomodarsi al posto di guida e partire senza doversi ambientare è allettante, malgrado qualche scontata contorsione perché si è praticamente seduti per terra. La 911 T è in qualche modo armoniosa, perfino nella ruvidità del rombo del motore. Lo sterzo è di una precisione elvetica, se si vuole credere ai luoghi comuni. Le traiettorie sono facili non solo da impostare, ma anche da mantenere. Apparentemente a qualsiasi velocità. E malgrado il vento piuttosto forte che soffia sulla nostra strada, la vettura resta spudoratamente composta e incollata all’asfalto. Un po’ come il nostro sguardo rimane incollato alle ville che punteggiano la periferia di Los Angeles, ma anche alle auto della Polizia e ai furgoni delle tv private parcheggiati vicino al nostro albergo, davanti a un centro commerciale dove qualche ora prima è stato ucciso dagli agenti della sicurezza un uomo che aveva accoltellato un bambino di 9 anni e una donna. Poi con la 911 T torniamo nel garage dell’albergo. In sicurezza. In quella che a volte non sembra proprio essere la “città degli angeli”.

  • Porsche 911 T
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