Porsche Taycan: provando la entry level

Porsche Taycan: provando la entry level

La Taycan è una dichiarazione: una Porsche può essere tale anche se a muoverla è l’elettricità. E per rendere vera questa frase sono serviti anni di test e affinamenti, affinché ci fosse qualcosa di più del brutale e mozzafiato ‘0-100’, così facile da raggiungere con i motori a corrente. Se la Turbo S ha tracciato la via, adesso è il momento della versione ‘base’, che non è solamente meno potente e costosa. Per far scendere il prezzo sotto i 90mila euro si è fatto a meno del motore anteriore, così che la trazione è solo sulle ruote dietro; i cavalli sono scesi a 326 (meno della metà di quelli di una Turbo, che avevamo già guidato qui) e la batteria è da 79,2 kWh. Abbastanza, secondo la carta di circolazione, per percorrere in media 431 km. Quella che abbiamo guidato è la variante Performance Plus da 381 cv (o 476 cv in modalità launch control), che costa 6mila euro in più ed è al momento la Taycan con la maggior autonomia ufficiale: 484 km, resi possibili dall’accumulatore da 83,7 kWh; lo stesso delle Taycan più potenti.

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PREGI (E DIFETTI). E da queste ultime, compresa la Turbo S che costa il doppio, la Porsche Taycan entry level è anche difficile da distinguere: cambiano giusto i cerchi e qualche dettaglio. Bassa, ‘schiacciata a terra’ e con un frontale più da showcar che da auto di serie, pare un disco volante che si muove silenzioso in mezzo al traffico. Queste forme, però, ‘presentano il conto’ quando si parla di praticità: scordatevi che sia l’equivalente di una Panamera a pile. Entrare e uscire richiede un po’ di agilità e dietro non serve essere dei giocatori di pallacanestro per toccare il soffitto con la testa. Spazio per gambe e piedi, poi? Da un’auto lunga quasi cinque metri ci saremmo aspettati ben altro… Tutto quanto c’è di buono nelle Taycan più performanti è comunque stato conservato (beninteso, a patto che lo paghiate…): molle ad aria, barre antirollio attive, ruote posteriori sterzanti e mille altre soluzioni che rendono una berlina di quasi cinque metri e pesante oltre 2100 kg insospettabilmente agile e precisa nelle curve. Così come la qualità delle finiture e lo scenografico cruscotto digitale di 16,8’’: una lastra curva di vetro che nelle forme e nella grafica degli strumenti virtuali rotondi ricorda le 911 dei tempi che furono. Il colpo d’occhio e la completezza delle informazioni, peraltro ampiamente configurabili, fanno passare in secondo piano il fatto che i tasti a sfioramento alle sue estremità a volte risultino coperti dalla corona del volante. E tattili sono praticamente tutti i comandi della plancia. Climatizzatore, direzione dell’aria delle bocchette, volume dell’audio: tutto passa dai due schermi sovrapposti. Dopo l’interazione fisica con i tasti dal click ben definito e le rotelle in metallo contenute nelle sottili razze con viti a vista del volante, il dover togliere l’occhio dalla strada per cercare sul display come aumentare di un paio di gradi la temperatura è una brusca interruzione dell’esperienza di guida che avremmo volentieri evitato.

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SCELTA DI CUORE O RAZIONALE? Anche perché questa Taycan va forte, benché non mozzi il fiato in accelerazione come le varianti più potenti o certe americane a batteria. Lo 0-100 all’ora viene coperto in 5″4 e la velocità massima è di 230 km/h, valori più che sufficienti ad assaporarne tutte le altre qualità a partire dalla messa a punto dell’elettronica certosina che definisce il carattere di erogazione, servosterzo e frenata rigenerativa (però, a Stoccarda, di mettere una funzione one-pedal driving potevano anche ricordarsela…). Infine, il fatto di essere a trazione posteriore non la rende certo un oggetto da maneggiare con cura quando il fondo è viscido; anche perché, come già sulla più recente 911, le modalità di guida non intervengono sulla soglia di intervento dell’Esp, che ha un comando separato, e persino in Sport Plus anche esagerando volutamente col pedale destro la Taycan rimane bella composta. Razionalmente sarebbe quindi quella ‘giusta’: ha l’autonomia maggiore e tutte le prestazioni che servono nel mondo reale; ma chi vuole comprarsi una berlina a batteria con abitabilità da coupé e il marchio Porsche sul cofano, ha davvero in mente un acquisto razionale? (Testo: Edoardo Baldi)

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