Casa Balla, ritorno al Futurismo

Centocinquanta anni fa non c’erano ancora le macchine. Il motore a scoppio era appena arrivato e ci si stava ancora chiedendo cosa bisognasse fare di quest’impiastro puzzolente e scalpitante. Del resto, gli sconvolgimenti più epocali di sempre, le due guerre mondiali coi loro aerei, razzi e bombe nucleari, erano ancora molto lontane. E adesso immagina di essere uno dei firmatari di un manifesto che esalta la velocità, il dinamismo. La modernità. Be’, avevi bisogno di una gran bella fantasia per immaginarle. E Giacomo, per sua fortuna, ce l’ha. Il destino ci mette lo zampino e lo fa venire al mondo proprio nella città che sarà la capitale italiana dell’auto: infatti Balla, Giacomo Balla, nasce all’ombra della Mole (si fa per dire, visto che verrà completata quasi vent’anni dopo), il 18 luglio del 1871. Che fortuna, dici tu. Eppure Giacomo non è un pilota e manco un ingegnere. Per questo la sua velocità non aveva bisogno di circuiti, ma di gallerie. E va a Roma, epicentro del fermento artistico neoitaliano. Da qui, lui e il suo visionario compagno di avventura Depero, possono far sapere al mondo intero di avere un dono: quello di prevedere il futuro. Anzi, no, di inventarlo. Per questo sottoscrivono un documento che è una dichiarazione di guerra allo stantio che soffoca le vite, alla polvere della storia, a tarli e musei. Un movimento che è già un’opera d’arte nella missione che si dà: ovvero la ‘Ricostruzione futurista dell’universo‘. 

DALLA CASA ALL’UNIVERSO E RITORNO. Questo è il sottotitolo del catalogo pubblicato da Marsilio per celebrare la riapertura al pubblico dell’abitazione romana di Balla. Una festa per un evento atteso per decenni, per non dire quasi 30 anni. Una cosa che non poteva che essere celebrata dal MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma) con tanto di fuochi d’artificio. Ovvero, otto autori contemporanei italiani e stranieri, che hanno ‘dialogato’ alla loro maniera con l’estetica del padrone di casa. Il libro piace al feticista che c’è in ogni bibliofilo, carta opaca, formato giusto per stare sul comodino. O sul bracciolo della poltrona, dentro si riconosce un’impaginazione che sembra un omaggio a quel punto di riferimento dell’interior design moderno che è Apartamento. La visita guidata comincia entrando nella stanza di Luce per poi passare in quella di Elica (le due figlie di cotanto padre) e, all’improvviso, ci si ritrova in cucina, graditi ospiti futuristi. Per capire cosa ti circonda, e soprattutto, cosa bisogna aspettarsi, basta che ti immergi nel saggio di Emanuele Trevi. Riemergerai con un sacco di storie: dall’arrivo di Buffalo Bill nell’Urbe, all’autobus post futurista, quello che, forse facendolo apposta, mette accenti a caso. Anche sul nome di via Oslavia. Dove (ri)comincia questa storia. La mostra ‘Casa Balla, dalla casa all’universo e ritorno‘, curata da Domitilla Dardi e Bartolomeo Pietromarchi, è aperta fino al 21 novembre 2021 (qui per saperne di più). 

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