Come Enzo Ferrari evitò il carcere dopo la 1000 Miglia del 1957

È stato il processo del secolo, almeno in Italia e, se non a livello assoluto, almeno per il mondo dell’automobile. Il 12 maggio 1957 il nobile spagnolo Alfonso De Portago, il suo copilota americano Edmond Nelson e nove spettatori muoiono dalle parti di Guidizzolo, in provincia di Mantova, per l’uscita di strada della loro Ferrari numero 531 nei chilometri conclusivi di quella che sarà l’ultima edizione della 1000 Miglia di velocità. Enzo Ferrari si ritrova indagato e poi accusato di omicidio colposo, da cui sarà prosciolto per non aver commesso il fatto, solo 4 anni e 2 mesi e mezzo dopo. Luca Dal Monte, che per la Ferrari (of North America) ha lavorato in posizioni apicali un paio di decenni fa, ripercorre tutta la vicenda giudiziaria in un saggio che scorre come un romanzo: in “Ferrari. Presunto Colpevole” documenta minuziosamente tutta la vicenda con precisione certosina e con una sistematica citazione e riproduzioni delle fonti, per lo più provenienti dal Tribunale di Mantova, competente per territorialità, descrivendo le emozioni e le sensibilità del Drake come se fosse “uno di casa”.

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UNA VICENDA INTERMINABILE. Dalla prima perizia tecnica, totalmente inattendibile e resa discutibile dalla presenza di un uomo della concorrenza (scuderia Milan, Maserati) nel collegio, alla memoria difensiva confezionata con la massima professionalità dall’avvocato di Enzo Ferrari, Giacomo Cuoghi, che servirà a scagionare sia il Drake, sia il costruttore belga di pneumatici Englebert (all’epoca fornitore dei bolidi di Maranello), fino alla deposizione di Ferrari, precisa quando occorre, teatrale, con il pianto improvviso “da semplice cittadino incompreso” e con l’invito alla prova su strada di una delle Ferrari stradali, quando serve, il volume ripercorre quello che per il Drake fu un calvario giudiziario durato oltre 50 mesi.

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ACCERTARE IL VERO. Un percorso a ostacoli che cambia direzione con la nomina di una seconda commissione per una nuova perizia, redatta stavolta da autentici esperti e quindi attendibile. Quella che sarà determinante per scagionare il Costruttore delle auto più desiderate del mondo e che individuerà di fatto i temibili “occhi di gatto”, ovvero gli elementi catarifrangenti sporgenti dalla sede stradale urtati dalla Ferrari di De Portago qualche chilometro prima, i veri responsabili del cedimento del pneumatico della 12 cilindri Maranello e dell’incidente che ne seguì in località Cavriana, tra Mantova e Brescia. Trecentodiciassette pagine ad alta tensione per quello che può anche essere considerato un legal thriller, certamente uno dei più appassionanti tra quelli pubblicati in italiano, che mette in luce l’inadeguatezza della magistratura del Belpaese, per lentezza e professionalità, evidente già a fine Anni 50.

Ferrari. Presunto Colpevole
Luca dal Monte
Cairo
317 pagine
Prezzo: 18,50 euro

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