Alfa Romeo, 110 anni con amore

Alfa Romeo, 110 anni con amore

Centodieci anni di sfide, conquiste, traguardi, emozioni. Centodieci anni di grandi amori e passioni. Centodieci anni di sogni, a volte realizzati e a volte interrotti, ma sempre vivi nel cuore di chi guarda all’automobile come a un’inesauribile fonte di magia. Centodieci anni di Alfa Romeo, con i suoi miti, le sue irrinunciabili contraddizioni, le sue automobili disegnate dal vento che sanno emozionare. Condensarli in un’unica giornata non era umanamente possibile e, in fin dei conti, quanto accaduto ieri al museo di Arese è proprio la dimostrazione che a volte per riafferrare la storia bisogna uscire dal tempo.

STORIE DI GRANDI UOMINI. Perché la storia è fatta innanzitutto di uomini e da uomini. Da quelli che centodieci anni fa gettarono le basi del mito, probabilmente senza rendersi nemmeno conto della grandezza di ciò che stavano costruendo a piccoli passi, a quelli che oggi lavorano con una passione sconfinata per tenere accesa la fiamma e tramandarla alle generazioni di domani. Soltanto smettendo di pensare all’auto come a un oggetto, lasciandosi travolgere da suoni, colori, odori e sensazioni, è possibile capire perché – come diceva Orazio Satta Puliga, l’ingegnere che a cavallo tra gli Anni ’40 e ’70, attraverso i suoi progetti, è riuscito a dare una dimensione umana alla leggenda – l’Alfa Romeo è una specie di malattia. Quell’entusiasmo per un mezzo di trasporto che rimarrà sempre difficile da spiegare.

Alexandros Liokis (foto: Nico Alexander Schminke)

Alexandros Liokis (foto: Nico Alexander Schminke)

LE RAGIONI DEL CUORE. Tutto ciò che non ha una spiegazione logica inevitabilmente ci affascina. Per questo è normale rimanere affascinati una volta varcata la soglia del Museo Alfa Romeo. Nelle sue sale, come per magia, si materializzano i sogni del passato. Storie incredibili scorrono sulle carrozzerie come in un film in bianco e nero, restituendo a chi osserva un mondo a colori che sembra creato apposta per ispirare il futuro. Non è un mistero che i designer dell’Alfa a volte si concedano lunghe passeggiate tra le auto della collezione, in cerca di un’intuizione, una scintilla, uno spunto in grado di tradurre il linguaggio di ieri in quello di domani. È capitato, per esempio, ad Alexandros Liokis, uno dei talenti più luminosi del centro stile guidato da Alessandro Maccolini. Il designer greco classe ’88, che nel concept Tonale è riuscito a proiettare nel futuro un’idea di bellezza che ha radici profonde e origini lontane, si è presentato alla festa per i 110 anni dell’Alfa Romeo a bordo della sua bella Giulietta anni ’80, armato di macchina fotografica e pronto catturare dettagli e prospettive da provare e riprovare davanti a un foglio bianco. Così nascono le auto capaci di restare in bilico tra sogno e realtà e di conquistarsi un posto in quel piccolissimo spazio dell’universo dei motori in cui un veicolo si trasforma in un’opera d’arte.

Zbigniew Maurer (foto: Franco Turcati)

Zbigniew Maurer (foto: Franco Turcati)

FONTE D’ISPIRAZIONE. Lo sa bene anche Zbigniew Maurer, che ha lavorato al centro Stile Alfa Romeo a cavallo tra gli anni ’90 e 2010. Il papà del concept Diva, dichiarazione d’amore e tributo all’intramontabile 33 Stradale di Franco Scaglione, scende dalla sua Spider coda tronca con aria sbarazzina. L’auto è a dir poco vissuta e in certi punti addirittura rattoppata: è lontanissima dall’essere perfetta, ma proprio per questo è bellissima. Riflette in modo esatto il proprietario, il modo di pensare e d’intendere la vita di un uomo che non si è mai posto limiti né pregiudizi nella ricerca infinita della bellezza. Un viaggio lungo un’intera vita e oltre di cui ieri gli alfisti presenti al museo hanno avuto, ancora una volta, un piccolo, prezioso assaggio. Attimi infiniti di pura magia, momenti che incantano l’anima e riempiono il cuore. I tesori nascosti, custoditi al secondo e al terzo piano del blocco C dell’ex Centro Direzionale e ora finalmente visibili al pubblico. Gli aneddoti, le curiosità, i capitoli meno noti della storia del marchio, magistralmente raccontanti nella rassegna Backstage. L’ormai mitico ‘pistino’, il mini-circuito che separa il museo dall’autostrada dei Laghi e dal quale non è raro sentire arrivare il rombo dei motori delle auto della collezione. E poi quell’enorme prato verde, che nelle grandi occasioni si trasforma in un green carpet d’eccezione per le Alfa dei visitatori. Ieri gli alfisti ci hanno scritto sopra ‘AR 110‘, sbizzarrendosi coi colori. Un biglietto d’auguri che l’Alfa Romeo e il suo popolo non dimenticheranno mai.   

Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000023

  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000001
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000002
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000003
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000004
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000005
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000006
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000007
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000008
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000009
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000010
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000011
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000012
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000013
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000014
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000015
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000016
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000017
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000018
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000019
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000020
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000021
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000022
  • Festa-110-Alfa-Romeo-Museo-Arese-24-giugno-202000023
  • Giulietta Liokis (credit Nico Alexander Schminke)
CONDIVIDI SU

Lascia un commento

INCENTIVE
VIDEO
ALTRI VIDEO