AutoLook Week, a Torino le auto da rally che hanno vinto tutto

AutoLook Week, a Torino le auto da rally che hanno vinto tutto

RALLY CHE PASSIONE. A vederle così tirate a lucido, in bella mostra sul liscio pavé di piazza San Carlo, nel cuore di Torino, sembra quasi che, in tutti questi anni, non abbiano percorso nemmeno un chilometro. E invece ne hanno divorati eccome, di chilometri, col motore sempre a pieni giri, “rimbalzando” da un angolo all’altro del mondo tra derapate e salti spettacolari su percorsi mozzafiato fatti di asfalto, sabbia, ghiaia, fango, neve e ghiaccio. Grandi protagoniste ad AutoLook Week, le auto da rally raccontano le origini e l’evoluzione della disciplina forse più spettacolare tra gli sport automobilistici. A Torino, fino a domenica sera, l’occasione è ghiotta per gli appassionati: in esposizione ci sono alcune delle macchine che, con i loro successi, hanno fatto commuovere, esultare e appassionare intere generazioni di automobilisti. Lungi dal voler creare delle “gerarchie”, perché quando si tratta di pura passione non esistono confini né barriere, nella nostra personale rassegna noi di Veloce abbiamo selezionato le più vincenti: macchine dal fascino indiscusso, purosangue da corsa il cui mito non smetterà mai di emozionare.

Fiar 124 Abarth

FIAT ABARTH 124 RALLY (1973). La linea, nata dalla felicissima e mai banale matita di Tom Tjaarda, è da togliere il fiato. Non è da meno il motore, un esuberante 1.8 quattro cilindri con testata a 16 valvole, 210 CV e cambio a cinque marce a innesti frontali. Poco dopo aver acquisito l’Abarth, all’inizio degli anni ’70 la Fiat la trasforma nel proprio reparto corse. Il primo frutto del nuovo corso della casa dello Scorpione è proprio la 124 da corsa. Quella in mostra ad AutoLook Week (nella foto qui sopra) nella classica livrea giallorossa (i colori ufficiali dell’Abarth, prima dell’avvento delle sponsorizzazioni), tra i gioielli della Fondazione Gino Macaluso per l’auto storica (qui per saperne di più) ha vinto il Campionato italiano di rally del 1974 con l’equipaggio formato da Maurizio Verini e Gino Macaluso.

Lancia Stratos

LANCIA STRATOS (1976). Nata dal talento visionario di Marcello Gandini (“papà”, tra le altre, della Lamborghini Countach e dell’Alfa Romeo Montreal)  e dalle straordinarie capacità ingegneristiche degli uomini Lancia, la Stratos (nella foto qui sopra) è tra le auto più spettacolari che abbiano mai calcato il palcoscenico dei grandi rally. Con la vittoria di tre Campionati del mondo di rally consecutivi nel 1974, 1975 e 1976, per i suoi straordinari successi ai danni di mostri sacri come Porsche 911 e Alpine A110 si è meritatamente intestata il soprannome di “bête à gagner”, che in francese significa “bestia per vincere”. La vettura in livrea Alitalia esposta ad AutoLook Week, anch’essa proveniente dalla Fondazione Gino Macaluso, ha una storia particolare: nata, secondo le specifiche del gruppo 5, con la carrozzeria aerodinamica Silhouette e il motore turbo per gareggiare nel Giro d’Italia del 1976, l’anno successivo è stata privata del turbocompressore e trasformata in una gruppo 4, prendendo parte con l’equipaggio Pinto-Bernacchini al Rally di Montecarlo.

Toyota Celica

TOYOTA CELICA GT-4 ST165 (1990). Carlos Sainz e Luis Moya. Sì, gli adesivi sui parafanghi anteriori, con tanto di bandierine della Spagna, sono l’indizio definitivo: la Toyota in mostra ad AutoLook Week (nella foto qui sopra) non è una Celica come tutte le altre, ma fa parte della formazione di vetture con cui “el Matador” nel 1990 si è aggiudicato il primo dei suoi due titoli mondiali. Altro pezzo da novanta della Fondazione Gino Macaluso, l’auto rappresenta una pietra miliare nella storia della casa giapponese, avendole regalato il suo primo titolo in una competizione motoristica di livello mondiale e mettendo così un tassello importante nella crescita del Toyota Team Europe, lo storico reparto corse della casa con sede in Germania, a Colonia, dal quale nel corso degli anni sono nate svariate divisioni sportive oggi tutte riunite sotto il cappello della Toyota Gazoo Racing.

Subaru Impreza

NON SOLO CLASSICHE. AutoLook Week rende omaggio alle grandi regine del passato, ma punta potenti riflettori anche sui bolidi di nuova generazione. A dividere il palcoscenico con i gioielli appena descritti e con una straordinaria selezione di Lancia Delta Integrale, le macchine che hanno animato il Campionato del mondo di rally dalla metà degli anni ’90 ai giorni nostri: dalla Subaru Impreza (nella foto qui sopra) alla Ford Focus, dalla Citroën C3 alla Hyundai i20.

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