
Chi ha fatto “arrabbiare” questa Honda NSX?nsx
Un’arma. Ecco la prima cosa che ho pensato nel vedere questa Honda NSX. Sapete quelle persone che girano con una Opel Agila grandinata come auto da tutti i giorni e poi in garage hanno una Lotus Exige S1 o un’Alfa anni ’60 con pezzi Alfaholics e gomme semislick? Ecco, mi immagino il proprietario di questa NSX fare la spesa con una vecchia Civic segnata dalla vita, per poi tornarsene a casa il venerdì sera e riaprire la serranda la mattina dopo, sfoderando la supercar giapponese pronto a divorarsi un boccone dietro l’altro un bel passo di montagna. E, come potete vedere dalla gallery, non si tratta certo di una NSX standard…

L’HANNO MESSA GIÙ PROPRIO BENE. La base di partenza è una Honda NSX siglata NA1 e mossa da un 3.0 V6 VTEC da poco più di 270 CV, con cambio manuale a cinque marce e una reputazione di supercar comoda e affidabile. Ora… è tutto questo e anche di più. Gli evidenti lavori sono stati svolti dalla Tomiyoshi Racing, un’officina a Kagoshima (nell’estremo sud del Giappone) non nota quanto preparatori del calibro di Spoon, Mugen o HKS ma che sa il fatto suo, specialmente in ambito Gymkhana o Time Attack. Ed è proprio da quest’ultimo mondo che arriva l’ispirazione.

HA UNA MARCIA IN PIÙ. La cilindrata del V6 è aumentata fino a 3.2, bielle e pistoni sono stati sostituiti da componenti forgiati e sono apparsi corpi farfallati individuali, un airbox in carbonio, pompa benzina maggiorata, centralina Emtron KV8 e uno scarico artigianale con terminale centrale. Altra chicca è il cambio: al posto del cinque marce standard (dai rapporti infinitamente lunghi) è stato installato il sei marce di una NSX-R, completo di frizione bidisco; dalla versione più sportiva della supercar giapponese derivano anche le sospensioni e l’impianto frenante. I cerchi Volk Racing sono più leggeri di quelli originali e calzano delle non troppo pistaiole Michelin Pilot Sport 4.


CHE CATTIVERIA! Si chiude con l’estetica, che non lascia spazio a dubbi. Tomiyoshi ha montato un kit che dona alla NSX un aspetto brutale: nuovi specchietti, minigonne con prese d’aria, un grosso alettone in fibra di carbonio, fari – non più a scomparsa – ancora una volta della NSX-R, frontale e posteriore modificati e una appuntita presa d’aria sul tetto funzionante. Non ci sarà più la finezza della Honda originaria, ma caspita se è “cattiva”: strano che le abbiano lasciato la targa. Anche gli interni sono decisamente racing, con sedili Recaro in pelle e parti del cruscotto rifatte in fibra di carbonio, una strumentazione su misura e un volante Tamida foderato in Alcantara.

PREZZO ALTO MA NON FOLLE. Questa Honda NSX ha circa 9.000 chilometri (non certificati) e ha subito di recente un tagliandone composto da kit di distribuzione con pompa dell’acqua, guarnizioni e lubrificanti vari, termostato e via dicendo, insieme a una messa a punto stradale per il motore. Il proprietario conferma una guida “spiritata”, ma al tempo stesso ha cercato di tenere in condizioni perfette la supercar giapponese. L’asta, tenutasi dall’altra parte del mondo, si è chiusa a 202.000 dollari australiani, ovvero 124.000 euro, meno del costo di un esemplare standard in Italia. Scegliereste il lato buono o il lato “cattivo”? In questo caso la tentazione è forte.
























