
Cinque auto sportive a motore centrale sotto i 20.000 euro
Esistono tante hot hatch e tante coupé a motore anteriore in grado di regalarvi brividi al volante, eppure una sportiva con il motore piazzato dietro la schiena ha un non so che di speciale. Sarà per l’inconscio collegamento con le auto da corsa, per l’inserimento in curva immediato e senza sbavature (quando tutto viene progettato con cura, s’intende) o per il look che solo quella configurazione sa regalare. Ecco alcune sportive di seconda mano che costano meno di un’utilitaria nuova e fanno provare tutte queste sensazioni.
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PORSCHE BOXSTER 986. Non è un mostro di affidabilità, su questo non ci piove, motivo per il quale se ne volete una fate meglio a richiedere uno storico completo della manutenzione. Detto questo, la Porsche Boxster prima serie ha molte frecce nel suo arco: grintosi motori sei cilindri boxer dietro l’abitacolo a due posti secchi, un ottimo cambio manuale, una linea tutta curve che seduce abbinata al fascino della guida con l’aria tra i capelli. Con meno di 20.000 avrete a disposizioni un sacco di auto, tante 2.5 da 204 CV ma anche qualche 2.7 con quella quindicina di cavalli in più che non guastano. Non sono dei “fulmini” come le 3.2, ma il divertimento (sound metallico da pelle d’oca del flat six incluso) è garantito.

MG F/TF. LA MG F e la successiva TF sono spiderine che sanno divertire, anche se nella guida più impegnata sono un po’ nervosette. La F è più “classica”, la TF più sbarazzina e un po’ più moderna nel look. Entrambe sono mosse dai quattro cilindri Rover della Serie K che montano anche le Lotus Elise e le Caterham 7, con potenze che vanno da 120 a 160 CV. I prezzi? Da 7.000 a 15.000 euro.

SMART ROADSTER/COUPÉ. A inizio anni 2000 la stessa compagnia che produce quella specie di pochette su ruote chiamata Smart ForTwo presentò la Roadster/Coupé, una sportivetta leggerissima, con motore turbo montato in posizione posteriore-centrale, cambio manuale a sei rapporti e trazione posteriore. A muoverla era un tre cilindri da 700 cc con 82 CV (101 nel caso della più “cattiva” versione Brabus). Non sono auto che incollano al sedile, ma in curva sanno il fatto loro e passare inosservati è praticamente impossibile. Con 6.000 euro potete già fare un buon affare, mentre per le più potenti Brabus serve più del doppio.

TOYOTA MR2. Due posti secchi, motore centrale, trazione posteriore, cambio manuale e un peso contenuto. La MR2 conta tre generazioni: la prima (siglata W10) è figlia degli anni ’80, con un look più squadrato di una scatola di cereali e motori con potenze comprese tra 112 e i 145 CV; la seconda, la W20, è quella più ricercata per l’estetica da piccola supercar e le prestazioni (la Turbo arriva a quota 240 CV e sfiora i 250 km/h); la terza (soto sopra) è la più abbordabile: un po’ meno esotica di quella che sostituisce, ma non certo avara di emozioni col suo vivace 1.8 da 140 CV abbinato a un cambio manuale a sei marce. I prezzi variano tantissimo in base a generazione e motore, ma se non cercate un esemplare da concorso 20.000 euro bastano e avanzano.

OPEL SPEEDSTER/LOTUS ELISE S1, S2. Va bene, va bene, con Opel Speedster (foto sopra) e Lotus Elise usciamo dal seminato, e soprattutto dal budget prefissato, ma queste due sportive incarnano l’essenza stessa dell’auto a motore centrale, la sensazione di inserirsi in curva in un battito di ciglia, il look da supercar e un’agilità fenomenale. La Speedster è sottovalutata ma nel misto va come una scheggia, soprattutto se turbo o volumetrica; l’Elise di cui riprende l’impostazione meccanica non ha bisogno di presentazioni: parliamo di una delle Lotus più vendute di sempre, nonché un’auto capace di disegnare un sorriso sul volto di chi la guida a ogni curva. Le richieste partono dai 25.000 euro in su, ma con un po’ di pazienza fare l’affare non è impossibile.





































