Ferrari 296 GT3: paghi, corri e, se sei in gamba, vinci

Ferrari 296 GT3: paghi, corri e, se sei in gamba, vinci

EREDITÀ PESANTE. Alle Finali Mondiali in programma in questi giorni a Imola, la Ferrari ha mostrato per la prima volta in Italia la 296 GT3, cioè la vettura che nelle gare granturismo dovrà raccogliere l’eredità pesante della 488 GT3, cioé la “rossa” più vincente di sempre in questo genere di competizioni: ha tagliato il traguardo per prima in 512 gare dal 2016 a oggi, nel corso di una carriera che non è ancora terminata.

COME UNA GTB MA SENZA L’IBRIDO. La 296 GT3 è derivata dalla 296 GTB, della quale mantiene lo schema generale ma con grandi stravolgimenti. Per regolamento, è stato rimosso il sistema ibrido, quindi la propulsione è affidata al solo motore termico: un V6 biturbo di 3 litri, già ottimizzato per funzionare con i biocarburanti, che eroga circa 600 CV 7250 giri: un dato che non solo è inferiore a quello ufficiale del sistema ibrido della 269 GTB stradale (830 CV), ma anche a del valore del solo motore termico di quest’ultima (663 CV). Questo dipende dal regolamento, che limita la potenza massima erogabile, di conseguenza il lavoro degli ingegneri è quello di rendere soprattutto fruibili i 600 CV consentiti. Anche la trasmissione è apparentemente meno sofisticata rispetto a quella della vettura di serie, che monta un cambio a doppia frizione a 8 rapporti, mentre la GT3 sfrutta un cambio elettroattuato a 6 marce, sviluppato però dalla specialista X-Trac.

DIETA DIMAGRANTE. Ma la GT3 è stata sviluppata in tutto e per tutto come un’auto da corsa. Innanzitutto è alleggerita di 220 kg rispetto alla GTB (1250 kg a secco, contro 1470), ha la scocca molto irrigidita, le sospensioni posteriori riviste e un centraggio dei pesi ottimizzato: ad esempio l’alternatore è stato spostato dietro il motore per avanzare il V6 verso il centro della vettura e anche per inclinarlo diversamente così da rendere più efficace l’aerodinamica del sottoscocca. Un’operazione di affinamento che è facilitata già dalle scelte originarie della 296 stradale, perché il posizionamento dei due turbo tra le bancate dei cilindri permette di avere le fiancate libere dagli intercooler e di sfruttarle sfruttabili meglio per aumentare l’effetto suolo. La stessa struttura dell’auto è stata suddivisa in tre parti separate – muso, abitacolo e coda –  completamente scomponibili per consentire ai meccanici di eseguire interventi rapidi durante le gare.

PILOTI COMODI. Ed è stata tenuta in gran conto anche l’ergonomia dell’abitacolo, per mettere i piloti in condizioni di gestire meglio l’auto anche nelle gare di durata e nei turni di guida di notte. I comandi elettrici sono stati razionalizzati e, ad esempio, è stato aumentato anche lo spazio verticale interno in corrispondenza del sedile di guida rispetto a quello delle 296 stradali per evitare che i piloti tocchino i cielo dell’abitacolo con il casco. E l’illuminazione anteriore è stata potenziata con sistemi a led a lunghissima “gittata”.

DEBUTTO A GENNAIO. La 296 GT3 gareggerà per la prima volta alla 24 Ore di Daytona, in programma il 28/29 gennaio 2023. Una curiosità: siccome la vettura è destinata ai piloti privati, può essere ordinata in qualsiasi concessionario Ferrari, dal quale poi parte l’ordine di costruzione verso le officine francesi di ORECA, dove le auto vengono materialmente assemblate. Per la cronaca, una 296 GT3 pronta per correre costa circa 460 mila euro. Ai quali naturalmente vanno aggiunti i costi di gestione proporzionali al numero di gare che si disputano nella stagione. 

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