Ferrari 308M: il restomod del Cavallino è italiano

Realizzata dalla neonata azienda toscana Maggiora, la 308M è un restomod della iconica Berlinetta Ferrari Anni '80. La ricetta è semplice (da dire) quanto promettente: più potenza, affidabilità e dettagli moderni per tornare a godere la guida analogica di una grande supercar del Cavallino

di Cesare Nebbia
Aggiornato il 07/11/2020
Mettere le mani sui ‘mostri sacri’ è un’operazione da non prendere alla leggera, questo è certo, ma i restomod ci hanno conquistato e continuano ad attrarre una sempre più folta schiera di appassionati. Una costante della moderna cultura automobilistica che ha dato – tanto per citarne alcune – nelle interpretazioni su base Porsche (pensiamo a Singer e Emory), Lancia (una su tutte la Delta Futurista di Automobili Amos) e Alfa Romeo (Alfaholics e la neonata Totem Automobili), nuova linfa all’amore per le quattro ruote. E il Cavallino dove lo mettiamo? C’è voluto forse più tempo perché qualcuno trovasse il ‘coraggio’ di mettere mano a una Rossa. Ma Gianluca Maggiore ci ha provato e il risultato è qui davanti ai nostri occhi: ecco la Maggiore 308M
AMPLIFICARE LE EMOZIONI. L’ingegnere meccanico e fondatore dell’omonima azienda di Forte dei Marmi ha voluto dare nuova linfa vitale alla capostipite delle berlinette V8 Ferrari a motore centrale, la 308 GTB. Una supercar dalle linee inconfondibili – nata nel 1975 – sulla quale la Maggiore è intervenuta con un lungo processo di restauro e modifica volto a mantenere la filosofia e il carattere della vettura originale seppur aggiornando la dinamica di guida e i dettagli estetici interni ed esterni della Rossa. Per arrivare al risultato mostrato in queste foto, la Maggiore si è affidata alla consulenza di due importanti realtà italiane e non: la reinterpretazione del stile della 308 è stato affidato allo studio del designer olandese Stefan Scholten, mentre la parte motoristica e telaistica è stata curata dall’azienda torinese Italtecnica. 
CARBONIO E LED. Partiamo proprio dal design, immediatamente riconoscibile, per quanto rivoluzionato nei particolari, specie nei rigonfiamenti della zona posteriore necessari a ospitare la carreggiata allargata della vettura. I vetri, la parte alta della vettura, e le portiere sono originali, ma tutto il resto è di nuovo disegno e ‘scolpito’ nella fibra di carbonio che, come sulle supercar moderne, si fa evidente lì dove non è verniciata, come nello splitter anteriore e nel diffusore dietro. Ma è negli elementi luminosi che la 308M si fa immediatamente riconoscere dall’originale: addio ai fari a scomparsa in favore di sottili elementi a Led disposti su due file, più in alto le luci di posizione più in basso i proiettori abbaglianti e anabbagliant. Dietro, i quattro elementi circolari tondi rimangono, ma sono portati al passo con i tempi, sempre dalla tecnologia a Led e dalla finitura in carbonio a vista degli alloggiamenti. Non potevano infine mancare dei cerchi in lega consoni al look rinnovato della vettura. Maggiore ha optato per delle più grandi unità da 17″ – contro i soli 14″ degli originali – ai quali i nuovi si ispirano nel disegno delle cinque razze.
IL SALTO È NELLE RIFINITURE. L’abitacolo mantiene l’impostazione classica della berlinetta della seconda metà degli Anni ’70 ma guadagna una migliore ergonomia per i pannelli delle portiere e per i comandi sulla consolle centrale così come nuovi e più preziosi pellami e finiture in materiale composito, alluminio e persino marmo. Completa la trasformazione il potente impianto audio firmato Delta Sigma che si controlla attraverso un apposito display nascosto al centro della plancia.
PER GODERSELA CAMBIA L’EROGAZIONE. Anche per quanto riguarda la meccanica nulla è stato lasciato al caso: Italtecnica è intervenuta sulle caratteristiche di erogazione e sull’assetto della 308 per migliorarne la guidabilità su strada, anche quando si richiede tutta o quasi la spinta del ‘vecchio’ otto cilindri. E sulla 308M di ‘vecchio’ non c’è nulla: il powertrain è stato completamente smontato e revisionato e il V8 rivisto da cima a fondo: la cilindrata è passata da 2927 a 3146 cc mantenendo la testa e il blocco dei cilindri originale, ma andando ad aumentare l’alesaggio per guadagnare non solo qualche cavallo in più – siamo a 300 contro i 255 dell’originale – ma una più uniforme distribuzione della coppia a tutti i regimi. Il risultato è 300 Nm di coppia massima a 5500 giri (contro i 284 Nm a 5000 giri della normale 308) ma di questi 250 Nm sono già a disposizione a 3000 giri. Si passa quindi all’assetto, che poggia sul telaio originale della vettura, ma vanta ora carreggiate allargate ( 5 cm davanti, 10 dietro), ammortizzatori regolabili Koni e un nuovo impianto frenante Brembo – “il 50 percento già prestante dell’originale” dichiara Maggiore – con dischi da 280 mm a tutti e quattro gli angoli e pinze a quattro pistoncini all’anteriore. Come l’originale non ci sono controlli elettronici di alcun genere: l’auto è completamente nelle mani del pilota. La Ferrari 308M sarà prodotta in un numero molto limitato su ordinazione. 


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