Ford Mustang GTD: non chiamatela muscle car

Ford Mustang GTD: non chiamatela muscle car

Una Mustang così non si era mai vista, con la carrozzeria in fibra di carbonio e un enorme alettone con attacchi sulla parte alta dell’ala, proprio come su un’auto da corsa. Già perché sebbene possa circolare su strada, la genesi della Ford Mustang GTD arriva proprio dal Motorsport, in parallelo con la Mustang GTE che a partire dal prossimo anno prenderà parte al Campionato Mondiale Endurance. E così a curare lo sviluppo di questa supercar con sembianze da muscle car è stata Multimatic, l’azienda canadese partner della Ford che negli scorsi anni si è fatta conoscere da una parte all’altra del globo dando alla luce la velocissima Ford GT. E se questo nuovo progetto non parte da una nobile monoscocca in materiali compositi, siamo sicuri sarà lo stesso altrettanto speciale. Ce lo racconta la sua scheda tecnica.

COME UN’AUTO DA CORSA. In comune con le Ford Mustang “popolari”, questa GTD ha ben poco: solo la scocca viene costruita insieme al resto della produzione nello stabilmento “Ford Flat Rock”. Una volta pronta viene quindi trasportata oltreconfine al quartier generale di Multimatic dove inizia la trasformazione. Il telaio, innanzitutto, viene irrigidito in moltissimi punti e la carrozzeria viene realizzata ad hoc in carbonio per essere più leggera ma, sopratutto, per creare tanta deportanza, utile a “schiacciare” a terra la vettura nei curvoni più veloci. A rubare la scena è l’enorme alettone posteriore che grazie a degli attuatori e a un circuito idraulico può muoversi per massimizzare la sua efficacia. Inedite le sospensioni con diverse regolazioni utili a sfruttare le potenzialità di questa Ford Mustang GTD sia in strada che in autodromo senza troppi compromessi. L’altezza minima da terra può infatti variare di ben 4 centimetri, permettendo così, in pista, di godere di un assetto molto vicino a quello di una vera auto da corsa.

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HA “UNA” GT3 NEL MIRINO. Ma gli effetti speciali della Ford Mustang GTD non finiscono qua, perché per ottenere una distribuzione dei pesi perfetta tra gli assi (50:50) la trasmissione è stata montata al posteriore (transaxle): si tratta di un cambio automatico doppia frizione a otto marce che scarica la potenza sulle sole ruote posteriori. Cavalli, 800 in tutto, che arrivano dritti dritti da un V8 di 5,2 litri dotato di compressore volumetrico. L’impianto frenante carboceramico e la disponibilità di leggeri cerchi in magnesio per ridurre al minimo le masse non sospese raccontano di come questa vettura faccia davvero sul serio e voglia persino impensierire super sporitive del calibro della Porsche 911 GT3. Un’ambizione ben espressa dai suoi ingegneri che non vedono l’ora di metterla alla prova al Nürbugring per provare a staccare un tempo sulla Nordschleife inferiore ai 7 minuti. Chi lo avrebbe mai detto, solo pochi anni fa, che la Mustang sarebbe potuta diventare una sportiva di razza? Un cambio di passo radicale al quale segue un assegno da staccare per mettersela in garage tutt’altro che popolare: si parte da 300.000 dollari. 

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