
Forse la tua vecchia Land Rover ha bisogno di un bel V8 americano
Le Land Rover degli anni ’60 e ’70 trasudano senso dell’avventura in stile british, ma… solo per i primi dieci minuti. Tra il vostro garage e uno sterrato serio ci sono quelle parti intermedie chiamate tangenziali e autostrade, e lì questa inarrestabile 4×4 inglese arranca non poco, rivelandosi scomodissima, rumorosa e imprecisa nella guida, oltre che spaventosamente assetata di benzina.

DALL’INGHILTERRA ALLA CALIFORNIA
Forse è per tutte queste ragioni che negli ultimi anni sono spuntate come funghi aziende specializzate nel mettere una pezza ai difetti congeniti di queste leggendarie fuoristrada, e renderle ancora più inarrestabili lontano dall’asfalto. Una di queste aziende è la Himalaya, che nella sua officina della Carolina del Sud ha dato vita alla 88 partendo da una Series II, ossia la Land Rover costruita dal 1958 al 1971. Il look resta quello dell’auto originale, ma la meccanica è stata profondamente modificata per viaggiare con maggior scioltezza su strada.
STALLONI AMERICANI
Scioltezza… forse bisognerebbe trovare un termine più appropriato, perché sotto il cofano di questa Land Rover quei matti della Himalaya hanno piazzato il 6.2 V8 da 430 CV della Corvette C6. Per sfruttare nel miglior modo possibile una potenza del genere, sono state profondamente riviste anche le sospensioni e i freni, con materiale proveniente dalla Wilwood.

DA SPARTANA A LUSSUOSA
Tutto questo lavoro è quasi invisibile dall’esterno, mentre gli interni spiccano chiaramente per lusso e comfort, doti sconosciute alle vecchie Land Rover. Sedili, pannelli delle porte, cuffia del cambio e divanetti posteriori sono rivestiti in pelle. Elegante anche il piano di carico a listelloni in legno, che difficilmente chi comprerà quest’auto rovinerà con tronchi di legno o materiale edile. Contro l’afa estiva la 88 dell’Himalaya riceve in dono persino l’aria condizionata, tanti dettagli sono in alluminio ricavati dal pieno e, per i più esigenti, c’è persino la possibilità di montare un hi-fi all’ultimo grido.

CHE PREZZO!
In definitiva, possiamo dire che l’approccio della Himalaya alle Land Rover classiche, quelle che per comodità (e un po’ impropriamente) tutti chiamiamo Defender, è sobrio e conservativo. Non hanno voluto reinventare nulla né tantomeno si sono sognati di snaturare il fascino unico di quest’auto; hanno “semplicemente” stravolto la meccanica e aumentato vertiginosamente le prestazioni. Tutto molto intrigante, per gli amanti del genere, ma un tasto dolente c’è: il prezzo. Per una Land come quella che vedete nelle foto, si spendono dai 150.000 ai 250.000 dollari. Mica bruscolini…





















