Hövding: il casco c’è ma non si vede

Hövding: il casco c’è ma non si vede

Hövding. Monopattinatori e ciclisti imparate bene questo nome, perché rappresenta la soluzione più confortevole per la sicurezza in bicicletta e nell’ambito della micromobilità elettrica. Il casco c’è, ma non si vede: è in ‘agguato’ attorno al vostro collo, pronto a salvarvi la vita solo in caso di necessità. Hövding consente di proteggere la testa senza che questa sia appesantita da una presenza ingombrante a salvaguardia della vostra calotta cranica e, al contrario di una protezione tradizionale, estende la protezione fino alle vertebre cervicali.

Hövding B

È DIVENTATO REALTÀ. Hövding è stato inventato da due geniali signore svedesi di Malmö, Anna Haupt e Terese Alstin, che ne hanno fatto oggetto di tesi nel 2005 per il loro master in Industrial Design all’Università di Lund. Si tratta di un vero e proprio casco-airbag: ‘vive’ ripiegato in un collare e si attiva quando serve. L’airbag ha una forma avvolgente che circonda e protegge la testa; si innesca grazie a dei sensori che rilevano movimenti anomali e/o accelerazioni repentine. Quindici anni fa mancava la tecnologia in grado di concretizzare questo progetto ma sono bastati pochi anni perche l’idea diventasse realtà grazie all’evoluzione dell’elettronica e degli accelerometri inseriti in ogni smartphone. Nel frattempo si sono diffuse biciclette, monopattini, monowheel, skateboard e hoverboard elettrici sempre più performanti; il casco è diventato un obbligo irrinunciabile, ma ingombrante soprattutto quando non lo si usa.

Hövding F

SENSORI INTELLIGENTI. Hövding assolve la sua funzione di protezione in modo discreto, intervenendo esclusivamente durante un’effettiva necessità che attiva i suoi sensori. Questi ultimi, prodotti da STMicroelectronics – la stessa azienda che fornisce il modulo di potenza SiC dell’inverter montato sulle Tesla Model 3 – individuano le velocità lineari e angolari anomale che si verificano in caso di incidente. Quando vengono rilevate disparità rispetto agli schemi di movimento memorizzati nel database, l’airbag si gonfia ed entra in azione in meno di un decimo di secondo, proteggendo chi lo indossa senza ostruirne il campo visivo. Per perfezionare la risposta della protezione, Hövding registra in continuazione i dati dell’accelerometro: questi vengono rielaborati dai programmatori per migliorare continuamente il sistema di attivazione. Come se non bastasse, proprio perché ogni dettaglio non è trascurabile, Hövding è realizzato in materiale impermeabile e viene proposto in diverse colorazioni/personalizzazioni. La compagnia assicurativa Folksam ha effettuato test indipendenti su Hövding che hanno dimostrato un’efficacia superiore alle imbottiture di polimeri espansi dei convenzionali caschi da bicicletta. E viene impiegato anche come strumento di protezione individuale nei pazienti affetti da epilessia. (Testo: Alberto Spriano)

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