Il record della Ferrari Luce: è l’auto più criticata della storia

Il record della Ferrari Luce: è l’auto più criticata della storia

“Si rischia la distruzione di un mito. Spero che almeno si tolga il Cavallino da quella macchina. Almeno i cinesi non la copieranno” sono le tre frasi, una più lapidaria dell’altra, con cui Luca Cordero di Montezemolo si è espresso sulla Ferrari Luce, la prima elettrica del Cavallino Rampante di cui tutto il mondo parla da qualche giorno. Un commento così negativo dalla persona che per 23 anni ha guidato la Ferrari, trasformandola da azienda in crisi a benchmark assoluto per l’industria automotive, è completamente inusuale e fa moltissimo rumore, ma non è certo un caso isolato, anzi. In questi giorni i commenti sulla Luce sono stati quasi totalmente negativi e non sono arrivati solo dagli appassionati, ma praticamente da chiunque. 

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L’ORGOGLIO ITALIANO. Del resto la Ferrari ha da sempre una dimensione nazional-popolare, legata sia alla Formula 1 che alla presenza delle sue vetture su strada. La maggior parte degli italiani ne è orgoglioso e in qualche modo la sente propria, perché è un’eccellenza del made in Italy riconosciuta in tutto il mondo. Per cui non c’è da stupirsi se sui social dica la sua anche la casalinga che a malapena sa cosa sia un’automobile. Più preoccupanti sono invece i feedback negativi arrivati da dirigenti di alto livello internazionale, dai collezionisti storici, dagli influencer più rilevanti e anche dai designer. Insomma, da tutti quei soggetti che potrebbero essere potenziali clienti di un’auto che costa 550.000 euro.

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NON SEMBRA UNA FERRARI. Le critiche, peraltro, hanno tutte lo stesso tenore: non solo la Luce è brutta, ma non sembra nemmeno una Ferrari, bensì una crossover qualsiasi. I paragoni e i meme si sono sprecati, anche perché a Maranello hanno cercato la massima visibilità per la Luce, portandola anche dal Presidente Mattarella e da Papa Leone XIV. Ma non è tutto, perché appena la Luce è stata presentata, il titolo Ferrari ha perso l’8,4% in borsa, bruciando circa 5 miliardi di euro di capitalizzazione. Inoltre, la gragnuola di critiche sull’estetica ha fatto anche passare in secondo piano tutte le innovazioni tecnologiche della Luce, per cui Ferrari ha registrato 60 brevetti. Assodato che si tratta di un’auto molto grande e molto pesante, grazie a tutti i suoi sistemi all’avanguardia dovrebbe essere l’elettrica più bella da guidare in assoluto. 

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VIGNA RIMANE CONVINTO. Per saperlo dovremo attendere ancora qualche mese, così come per avere i primi riscontri da parte del mercato. Per una volta i dirigenti di Ferrari non hanno detto di averle già vendute tutte “Abbiamo aperto gli ordini ieri mattina e diversi clienti, soprattutto nuovi, li hanno già piazzati. “La vogliono subito” ha detto l’ad Vigna mostrando ottimismo. Vigna ha anche detto che in realtà pensa poco alle critiche, che preferisce lavorare sul futuro, che la Luce “non ha nulla a che fare con le elettriche di altri player” e che capisce chi critica la Luce perché “se uno non vede la macchina non è in grado di capire”. Insomma, l’ad di Ferrari sembra non avere nessun dubbio sulla bontà del progetto, che, ricordiamolo, è firmato da LoveFrom, lo studio di design fondato da Jonathan Ive, ex guru del design Apple.

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BASTEREBBE POCO. Naturalmente anche il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni ha avuto il suo ruolo, ma secondario rispetto al solito. A Maranello hanno sempre detto che la Luce si sarebbe rivolta a un pubblico diverso da quello tradizionale del Cavallino Rampante e che sarebbe stata oggetto di critiche, ma forse non se ne aspettavano così tante e tutte concordi. A memoria d’uomo, nessuna auto aveva mai scatenato reazioni di questo genere e, del resto, anche riguardando le foto per la centesima volta, è davvero difficile dirne qualcosa di buono. Anche volendo tralasciare dimensioni e proporzioni, non si riesce a trovare nemmeno un elemento che la definisca come Ferrari. Eppure sarebbe bastato fare qualche scelta diversa, come dimostrano diversi rendering che si trovano in rete, per renderla immediatamente riconoscibile come Ferrari.

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