
Ineos Grenadier: dimmi come la usi e ti dirò chi sei
Concedersi il lusso di fare quasi un mese di vacanza non è da tutti. Ma se il tuo mestiere coincide con la tua passione, allora le cose sono diverse. Ventotto giorni e 13 ore “on the road”. O forse sarebbe più corretto scrivere “off-road”, visto il tipo di viaggio. Tanto è durata la spedizione compiuta dall’inglese John Balsdon, fotografo d’arte e d’avventura che con una Ineos Grenadier attrezzata ad hoc per l’avventuroso scopo e un team di cinque persone e una vettura gemella a supporto ha guidato per quasi 24.000 km da Nordkapp, in Norvegia, a Capo Agulhas, in Sudafrica, attraversando 25 paesi e due continenti.

UN’IMPRESA ECCEZIONZALE. Il fatto che il convoglio abbia impiegato meno di quanto avesse impiegato chiunque altro a raggiungere il punto più a sud del continente nero partendo da quello più a nord dell’Europa è un record che terrà banco per un po’ nelle conversazioni tra viaggiatori delle nevi e del deserto e tra i rari possessori di fuoristrada da 70.000 euro e fischia che ogni tanto osano mettere le ruote lontano dall’asfalto. E a tal proposito un record lo è quasi altrettanto il fatto che, per fortuna, al mondo ancora qualcuno c’è che mostra una certa riluttanza all’idea di sminuire una fuoristrada tostissima come la Ineos Grenadier sfidando a colpi di arroganti parcheggi sul marciapiede e sgargianti sfilate a passo d’uomo nelle vie del lusso di Milano colleghe illustri come la Land Rover Defender e la Mercedes Classe G (quest’ultima, va da sé, preferibilmente nella potentissima versione AMG e con una luccicante verniciatura color oro).

E TU, COME LA USI? Dicevamo, è una notizia che ci sia ancora qualcuno felice di portare una 4×4 dura e pura come la Ineos Grenadier nel suo habitat naturale. E di usarla, una volta tanto, per fare un viaggio interminabile tra dune desertiche, laghi ghiacciati, tormente di neve, tempeste di sabbia, distese di fango, desolate steppe tappezzate di rocce e macigni e sbalzi termici di quelli che obbligano, oltre che di calorici ma squallidi cibi leofilizzati, a farcire gli zaini di indumenti adatti sia agli inverni più rigidi sia alle estati più torride. Tutte cose che i guidatori medi delle lussuose fuoristrada che intasano le viuzze dei centri storici delle città italiane si godono e ricondividono solo sul loro iPhone ultimo modello, ma non si sognerebbero neanche lontanamente di fare nella realtà. Ci sarebbe il rischio non così remoto di trovarsi a tu per tu con un coccodrillo che da qualche giorno non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena e poi c’è il fatto che insozzare o ammaccare la carrozzeria è trasgressivo e chic, sì, ma a parole, perché l’etichetta dell’automobilista della buona società esige l’auto sempre ben pulita (e possibilmente anche profumata).

LA PASSIONE NON HA PREZZO. Sia come sia, il fatto che molti automobilisti non si curino dello “spirito” dell’auto che guidano tutti i giorni è cosa risaputa e non stupisce. È un segno dei tempi che cambiano e forse la cosa migliore è prendere atto. Detto questo, tutti quelli che una Ineos Grenadier non possono permettersela e quindi non si troveranno mai a dover scegliere come e dove guidarla (tranquilli, siete in buona compagnia…), sappiano due cose. Anzi tre. La prima è che la Grenadier è senza dubbio una delle ultime vere fuoristrada rimaste in circolazione e non teme confronti con mostri sacri del calibro di Mercedes Classe G e Toyota Land Cruiser. La seconda, ma questa in realtà è una bella notizia per tutti gli amanti del genere, al di là dell’entità del loro patrimonio, è che a fine anno Balsdon farà uscire un documentario con le immagini del viaggio da lui girate: sarà come viaggiare al suo fianco e scoprire popoli con culture distanti anni luce dalla nostra dal divano di casa o sulla panchina del parco in cui mangerete un panino in pausa pranzo. La terza è che, se volete imbarcarvi anche voi in un’avventura del genere, è il tempo che dovete procurarvi, più che i soldi. Ne avrete la conferma (ri)leggendo una delle storie che abbiamo raccolto qui, chiacchierando a un raduno con alcuni giovani che dispongono dell’entusiasmo che serve per vivere la loro passione fino in fondo e fuori dal coro.

















