
Jensen Interceptor, il ritorno di una GT dimenticata
Il nome Jensen presumibilmente vi dirà poco, parliamo di una casa inglese che ebbe un discreto successo negli anni ’60 ma chiuse i battenti già nel 1976, e da allora nessun tentativo di resurrezione andò davvero a buon fine. Principalmente la Jensen fu nota per la “Interceptor”: un gran nome, un motore ancora più grande (V8 americani fino a 7,2 litri e 385 cavalli), interni di lusso e una carrozzeria coupé firmata nientemeno che dalla Carrozzeria Touring. La Interceptor esistette anche in versione 4×4, ma a dispetto dei pregi scarsa affidabilità e qualità costruttiva non fecero decollare i bilanci.

SI PARTE DA ZERO. L’eredità della Jensen è stata raccolta diversi anni fa dalla Jensen International Automotive, che si occupa di creare prepotenti restomod su base Interceptor: il look rimane praticamente quello, così come la tradizione di usare motori americani, ma la qualità cresce notevolmente, idem per i cavalli (fin quasi a 800!) e… il prezzo. Quest’estate la JIA tenterà l’azzardo, uscendo dalla comfort zone dei restomod per creare la sua prima vettura ufficiale, partendo da zero. Si chiamerà “Interceptor GTX” e sarà una sorta di hyper GT di lusso ispirata all’originale.

UNA POTENTE E SFARZOSA INCOGNITA. La GTX non arriva a caso, ma in tempo per il 60° anniversario della Interceptor e nel progetto sarà coinvolto persino Jeff Qvale, figlio dell’ex proprietario della Jensen Motors. Motore anteriore, telaio e carrozzeria in allumino, linea filante e moderna, un V8 tutto nuovo e un’esperienza di guida analogica, senza rinunciare al lusso; una sorta di Aston Martin o Bentley in tiratura limitata e più concentrata sulle sensazioni al volante. Al momento non si sa di più, dovremo aspettare metà estate per verificare se le premesse saranno all’altezza dei fatti.














