
La Mini moderna è sempre meno… mini ma ha riscritto la storia
Quando tocca sostituire un modello che ha fatto la storia come la Mini, adorato da tutti sin dal 1959 e rivoluzionario, le cose sono due: o si fanno le cose per bene, o si fanno le cose per bene. Il successo è l’unica opzione valida, perché la gente giudica e di conseguenza decide se andare o meno in concessionaria. Nel 1994 la BMW acquista il gruppo Rover, proprietaria anche del marchio Mini, e negli anni seguenti si trova a dover rimpiazzare una delle vetture più pratiche, sbarazzine e geniali della storia. Sbagliare non è concesso. La nuova Mini nasce nel 2001, venticinque anni fa, e fu un centro perfetto al primo colpo.


PROMOSSA IN STILE E MECCANICA. Il fiore all’occhiello della prima Mini moderna è indubbiamente lo stile, opera di Frank Stephenson (McLaren P1, Escort RS Cosworth, 599 GTB sono solo alcune delle sue creature). La forma è attuale, compatta, pulita, chic e con quel tocco rétro che non guasta, anzi, consegna in qualche modo la R50 (questa la sigla della prima Mini moderna) alla storia (visto quel che è arrivato dopo, non più così… mini). I motori, dai poco “assetati” diesel all’esuberante 1.6 a benzina con compressore volumetrico delle Cooper S e John Cooper Works, sono al passo coi tempi. La seconda serie cresce nelle misure e si ammorbidisce nelle linee, mettendo su qualche chiletto. Le prestazioni, di pari passo con le potenze, crescono, ma l’apprezzamento cala leggermente.


QUALCHE FILTRO IN PIÙ. La terza serie della Mini cresce ulteriormente negli ingombri, ma anche nel comfort, rinunciando a un po’ della purezza di guida che caratterizzava le prime due generazioni. Ma la musica cambia, e non in meglio, per i più appassionati, nel 2023: la Mini supera i quattro metri di lunghezza e i 1.350 kg di peso, e si presenta con un look alquanto strano. Non che siano brutte, ma le linee dell’attuale generazione sono più scontate, più anonime di quelle delle antenate, specialmente se raffrontate a quelle azzeccatissime della R50. Saranno le normative, saranno i mercati di riferimento, fatto sta che la Mini ha deviato dalla propria rotta.

UN QUARTO DI SECOLO IN SEI MINUTI. Detto ciò la BMW per celebrare i 25 anni delle Mini moderna ha ha pubblicato un cortometraggio che parte persino dalla concept “Spiritual” fino all’ultima edizione. Il titolo “From the original to the original” è un po’… “tirato” considerando le differenze tra oggi e sei decadi fa, ma il video illustra bene ciò che conta in una Mini: stile, personalizzazione, divertimento… tutte cose presenti in passato e che i progettisti hanno cercato di conservare fino al 2026. Un compito non facile. Gustatevi il video, ma dopo potrebbe venirvi voglia di aprire Autoscout e cercare una Mini, di oggi o di inizio anni 2000 o addirittura dell’epoca classica, lo deciderete voi.





















