
La Spyker si rifà sotto e sente l’odore della Bugatti
Spyker: vi dice qualcosa questo nome? L’azienda di supercar olandese è fallita a fine 2025, e ora sta compiendo i primi passi della sua rinascita. Una rinascita che passa dall’Italia, e in particolare dalla Lombardia, visto che il video di presentazione della nuova C8 Preliator XXV è stato girato tra il lago di Como e il passo dello Stelvio. La novità della casa europea un tempo presente in Formula 1 con un team proprio (oddio, non certo memorabili le sue apparizioni nel Mondiale!) torna e, seguendo quella che sembra la moda del momento, lo fa con una supercar dotata di un cambio manuale vero. Non come quello “fake” della Ferrari 12Cilindri che ha fatto inarcare un sopracciglio ai puristi della guida.

UN MARCHIO CHE NON LASCIA INDIFFERENTI. Esistono innumerevoli marchi che promettono di produrre supercar e poi volano via come nuvolette di fumo in balia del vento. E poi ci sono case automobilistiche che un tempo realizzavano auto eccezionali, ma che nel frattempo hanno cessato l’attività. La Spyker sta facendo del suo meglio per emarginarsi da entrambe le categorie con la nuova Preliator XXV, una supercar davvero unica nel suo genere. Vanta un 4.0 V8 biturbo a benzina da 800 CV, il sopracitato cambio manuale (spettacolari gli ingranaggi a vista), una carrozzeria interamente in alluminio e una quantità d’oro tale da far impallidire un super yacht. L’ultima rinascita risale all’ottobre 2025, quando il cofondatore Victor Muller si è riappropriato dei diritti sul marchio Spyker a seguito del fallimento dell’azienda e di una lunga battaglia legale. Nuovi fondi sono arrivati a giugno, quando il magnate delle criptovalute di origine ucraina Volodymyr Nosov ha acquistato una quota consistente dell’azienda.

DEBUTTO CALIFORNIANO. Presentata qualche giorno fa sotto il sole cocente d’agosto della California alla Monterey Car Week, la C8 Preliator XXV Coupé è descritta come un’auto completamente nuova piuttosto che una versione leggermente rivisitata della vecchia C8. La Spyker ne costruirà solo 25, saranno tutte personalizzate secondo i desideri dei clienti e i prezzi non sono ancora stati annunciati. La ben nota ossessione dell’azienda per l’aviazione è stata portata all’ennesima potenza. I condotti NACA portano aria al motore e le luci posteriori ricordano i postbruciatori di un jet da combattimento. Un’imponente pinna si estende dal tetto verso il ponte posteriore in omaggio alla C1 Aerocoque del 1919, un pezzo importante della storia della Spyker. È presente anche un motivo a isogriglia, un reticolo di triangoli intrecciati derivato dal settore aerospaziale, che ricopre la mascherina, le prese d’aria, i pedali, la griglia dello scarico e persino il rivestimento dei sedili. Il tema aeronautico si estende perfino alle ruote, le cui razze sembrano le pale di un’elica.

CHE SFARZO. Anche gli interni riprendono questa filosofia. L’unico schermo è un head-up display, il che dovrebbe garantire che l’abitacolo mantenga un aspetto fresco anche tra decenni. C’è persino una “modalità farfalla” che, con la semplice pressione di un pulsante, apre tutti i pannelli della carrozzeria, compreso il vano motore: l’effetto scenico è a dir poco spettacolare. L’alluminio tornito, le teste delle viti allineate a mano e un volante cucito con due aghi da un unico artigiano, conferiscono a questa vettura l’aspetto di un modello progettato da un ricchissimo aviatore nel 1937. Il modello svelato in California presenta una verniciatura in Quail Green con scaglie in oro rosa, finiture in oro rosa e pelle Tuscan Saddle. La Spyker afferma che occorrono circa 2100 ore per costruire ogni auto e l’azienda continua ad avvalersi di pannelli in alluminio modellati a mano forniti dalla Coventry Prototype Panels in Inghilterra.

















