La Volvo P1800 di Cyan si fa più borghese

La Volvo P1800 di Cyan si fa più borghese

Qua serve un po’ di contesto. Cosa è la Cyan? E invece la Polestar? E una P1800? Andiamo con ordine. La Cyan Racing è una scuderia svedese fondata nel ’96 da Christian Dahl, plurititolata nonché scuderia ufficiale – dal 2018 – del gruppo Geely, proprietario di Volvo, Proton e Lotus. Polestar è un’altra scuderia svedese acquistata da Dahl nel 2004 (ora sotto l’ala del colosso nordico) e celebre per le sue hot hatch e wagon azzurro elettrico che a loro tempo ci fecero sognare. Infine, la P1800 è un’elegante coupé costruita da Volvo negli Anni ’60, sportiva e dalla linea così raffinata da farvi venire in mente un’Aston, non una casa celebre per le sue familiari indistruttibili e l’aerodinamica da mattone. 

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RICETTA BOMBA. Fondete tutti questi elementi – una coupé vintage sexy, una scuderia da corsa e dell’azzurro elettrico – e otterrete la Cyan P1800, restomod brutale e da bava alla bocca presentato nel 2020: motore 2.0 litri turbo da 420 cavalli derivato direttamente dalle corse, 990 chili di peso, look estremamente eccitante e un carattere dannatamente analogico. Bene, la Cyan in questi giorni ha svelato la versione ‘tranquilla’ del loro restomod da trackday, chiamata P1800 GT. L’idea è quella di rendere la feroce P1800 più fruibile su strada, anche se doveste compiere lunghi viaggi senza per forza andare a bastonare qualche supercar lungo il Passo del Bernina o simili. Polizia svizzera permettendo. 

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POTENZA E COMFORT. Di conseguenza Cyan ha rivisto le sospensioni affinandole più per il comfort che per il grip, mentre il 2.0 litri quattro cilindri turbo potrà avere dai 350 cavalli ai 420 cavalli, a seconda di quanto ‘GT’ vogliate la P1800. Telaio e scocca restano gli stessi, un ‘derivato’ della P1800 originale rinforzato in ogni dove con alluminio e fibra di carbonio per resistere ai nuovi valori di coppia e alle prestazioni. Ciò che cambia davvero è l’aspetto. Esternamente sparisce l’azzurro elettrico Polestar per lasciare posto ad un verdino/dorato molto retrò abbinato ai cerchi da 18’’ in colorazione oro; livrea meno eccitante di prima, ma le linee della carrozzeria sono ancora qualcosa di magnifico alla vista, un mix perfetto tra passato e presente. 

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ABITACOLO DA INCORNICIARE. Gli interni invece sono squisiti al 100%: colori caldi e morbidi, stupendo volante Momo forato, quadranti analogici, tappezzeria color sabbia e dei sedili decisamente più confortevoli di prima… anche se non sembrano sufficientemente sagomati per le prestazioni del 2.0 litri! Altro da ricordare? Più materiale fonoassorbente, rollbar in titanio ridisegnata per migliorare l’abitabilità e un bel differenziale autobloccante meccanico al retro. Le prestazioni saranno leggermente inferiori alla P1800 (0-100 in 4,7 secondi e 274 km/h di velocità massima) mentre il prezzo… no. Non aspettatevi meno di mezzo milione di sterline (probabilmente più di 600.000 euro tra Brexit, cambio valuta e immatricolazione) per uno dei restomod più eccitanti sulla piazza. 

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