
Le auto da non perdere al Goodwood Festival of Speed 2026
Il Festival of Speed di Goodwood non è una sorta di Mecca per chi ha il sacro fuoco dei motori da corsa. Immaginate la più grande festa in giardino del mondo, ma ambientata nella tenuta del Duca di Richmond, dove tra prati all’inglese e balle di paglia sfilano i mostri sacri della storia dell’auto. È l’unico posto al mondo dove potete camminare nei paddock, sentire l’odore di olio bruciato e trovarvi a un centimetro da una Formula 1 o da un prototipo di Le Mans mentre i meccanici prestano loro le cure più amorevoli. Goodwood è il trionfo della cultura automobilistica a 360 gradi: dai giganti fiammeggianti di inizio Novecento alle hypercar di oggi, tutto accade lungo quella striscia d’asfalto che sale verso la collina. Partecipare almeno una volta nella vita è fondamentale perché qui l’auto non è un oggetto statico da museo, ma una creatura viva che ruggisce davanti ai vostri occhi. E come ogni anno, anche questa volta sono sfilate auto che sarà impossibile (o quasi) incrociare per strada.

AUTO UNION LUCCA. È la riedizione artigianale del mostro che nel 1935, sulla Firenze-Viareggio tra Pescia e Altopascio, vicino a Lucca, raggiunse i 326,975 km/h. Il reparto storico dell’Audi ha riportato in vita questo capolavoro di aerodinamica degli anni ‘30, caratterizzato da una carrozzeria in alluminio lucidata a specchio che mescola potenza pura e un’eleganza d’altri tempi. Sotto il lungo cofano pulsa un monumentale 6.0 sedici cilindri da 520 CV, capace di un ruggito che ha letteralmente scosso la collina di Goodwood.

GMA LE MANS GTR. Gordon Murray ha colpito ancora con questa “lettera d’amore” alle auto a coda lunga. Basata sulla T.50, la Le Mans GTR, prevista in soli 24 esemplari, è un tributo stradale alle leggende della corsa di durata più famosa al mondo. Il 4.0 V12 “urla” fino a 12.100 giri, ma stavolta nessun “ventolone” posteriore: l’aerodinamica è affidata esclusivamente alle linee allungate e a un’ala massiccia in fibra di carbonio.

MCMURTRY SPÉIRLING PURE. Se cercate qualcosa che riscriva le regole della fisica, la Spéirling Pure è la risposta. Questa hypercar elettrica è in grado di generare 2.000 kg di deportanza anche da ferma grazie a turbine interne e di incollarsi anche al soffitto. Con 1.000 CV e dimensioni minuscole, promette prestazioni da Formula 1 con la facilità di guida di una Porsche 911 GT3 RS coi controlli elettronici accesi. Costa 1,2 milioni di sterline e potrebbe essere il giocattolo definitivo per chi vuole sperimentare accelerazioni laterali fino a 3g.

NICHOLS N1A. Progettata da Steve Nichols, l’uomo dietro la leggendaria McLaren MP4/4 di Senna, la N1A è una supercar analogica che pesa meno di 900 kg. Ispirata alle prime McLaren da corsa degli anni ‘60, nasconde un telaio moderno in alluminio e fibra di carbonio e un brutale 7.0 V8 da 730 CV di derivazione Chevrolet. Curiosità: la leva del cambio manuale è identica a quella usata da Senna a Monaco nel 1989.

RED BULL RB17. L’ultimo regalo che Adrian Newey ha voluto fare alla Red Bull prima di dirle addio è un mostro da pista da 1.200 CV. Questa hypercar biposto è mossa da un V10 senza turbo accoppiato a un motore elettrico e pesa solo 900 kg. È stata progettata per essere più veloce di una moderna Formula 1 su circuiti come Spa, grazie anche a un’aerodinamica attiva spinta all’estremo, capace di generare fino a 1.700 kg di deportanza. Ne faranno solo 50.

RUF B8. La Porsche è da sempre un sinonimo di “flat-six”, ma la Ruf ha scelto Goodwood per svelare qualcosa di inaspettato: un motore boxer a otto cilindri. Il B8 è un 4.8 litri biturbo da oltre 1.000 CV e 1.000 Nm di coppia, montato su un prototipo di CTR3 allungato per l’occasione. Accoppiato a un cambio manuale a sei marce, questo grosso “otto” rappresenta il futuro tecnologico del marchio tedesco. Vederla sfrecciare sulla collina con la sua livrea “Yellowbird” è stato un promemoria di quanto Ruf sappia osare oltre i confini del sei cilindri di Zuffenhausen.

TOYOTA GR GT. La Toyota Gazoo Racing ha mostrato i muscoli con la GR GT, un’anticipazione della supercar V8 che vedremo nel 2027. Concepita come un’auto da corsa stradale, monta un nuovo 4.0 biturbo ibrido da 641 CV. Il telaio in alluminio e la carrozzeria ottimizzata in galleria del vento promettono una precisione di guida chirurgica. Con un peso sotto i 1.750 kg e una colonna sonora da vera GT3, rappresenta la sfida giapponese alle supercar europee.





















