Mancano batterie e chip: e anche VW va a rilento

Mancano batterie e chip: e anche VW va a rilento

Proprio nei giorni nei quali alcuni analisti hanno previsto il sorpasso entro il 2025 di Volkswagen su Tesla nel segmento delle auto elettriche e che il colosso tedesco ha annunciato un nuovo accordo con Microsoft, arriva un rallentamento pesantissimo per gli stabilimenti del gruppo. Uno stop che aveva già riguardato altri brand soprattutto negli Stati Uniti e che mette ancora più in evidenza come la transizione all’elettrico sia una faccenda di sistema che coinvolge filiere anche lontanissime tra loro per le quali l’industria dell’auto è solo uno cliente tra tanti.

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PRODUZIONE A SINGHIOZZO. Volkswagen sta soffrendo infatti la carenza di batterie sul mercato che sta rallentando la produzione dei modelli ibridi della nuova Golf 8 già ostacolata da una mancanza di chip per computer. “In Germania, il 60 percento di tutti gli ordini di Golf sono per gli ibridi, in Europa il 40 per cento”, ha spiegato Bernd Osterloh, capo del consiglio di fabbrica del gruppo, alla stampa tedesca. Le auto ibride hanno sia un motore a combustione che una trazione elettrica. “Non abbiamo abbastanza celle di batterie per essere in grado di elaborare rapidamente tutti gli ordini“, ha spiegato Osterloh, aggiungendo che anche se i chip per i controlli elettronici fossero disponibili, non tutte le auto potrebbero essere comunque costruite. Solo a causa del collo di bottiglia dei semiconduttori, VW ha dovuto ridurre il lavoro in diversi stabilimenti nelle ultime settimane. La casa automobilistica ha annunciato di voler aprire nuovi canali di approvvigionamento per garantirli e riprendere la produzione a pieno regime.

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COME È POTUTO ACCADERE? Una carenza di fornitura di semiconduttori ha recentemente colpito numerose case automobilistiche come GM e alcuni fornitori. La domanda di componenti IT da parte dell’industria automobilistica era in aumento da anni, ma poi è crollata durante la crisi del coronavirus. I produttori di chip hanno trovato rapidamente nuovi clienti, per esempio nel campo dell’elettronica di consumo. Pare che il problema sia stata una sottovalutazione della domanda da parte del management. Comunque sia, il tema evidente è che l’evoluzione dell’auto, sempre più connessa e tecnologica, sta rendendo l’industria di settore dipendente da materie prime e filiere di fornitura che seguono logiche e tempi che non sono quelle tradizionali. 

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Un commento su “Mancano batterie e chip: e anche VW va a rilento”
  • Alberto Spriano ha scritto:

    Molto più preoccupante la situazione strategica intrapresa dal Partito Comunista Cinese sugli elementi di terre rare, dove la Cina è il più grande produttore e l’Europa non ne ha e ne ha bisogno.
    Questa è la nostra più grave debolezza, una vera e propria dipendenza che ci condannerà ad un ruolo subalterno e dipendente.
    A poco valgono le strategie tracciate dall’UE nella “Resilienza delle materie prime critiche: tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza e sostenibilità”.
    L’attuazione del Green Deal e della nuova strategia industriale per l’Europa verso la neutralità climatica, sposterà l’attuale dipendenza dai combustibili fossili alla dipendenza dalle materie prime critiche dov’è le terre rare sono protagoniste in negativo.
    O si intraprendono nuove ricerche tecnologiche o l’Europa sarà sempre più debole e dipendente e noi con essa.

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