McLaren Elva: a tutta velocità, senza tetto

McLaren Elva: a tutta velocità, senza tetto

Alla Monterey Car Week, la settimana dei motori californiana, la McLaren aveva annunciato l’arrivo di una nuova componente della famiglia Ultimate Series, ma solo pochi (selezionati) clienti avevano potuto vederla dal vivo. Fino a oggi; la casa di Woking ha svelato al pubblico la Elva, una hypercar roadster da 815 cavalli e 1.737.731 di euro di prezzo di listino.

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ISPIRAZIONI DAL PASSATO. Come per la Senna e la Speedtail, anche questa volta la McLaren ha scelto di non utilizzare una sigla alfanumerica per una delle sue auto più speciali; il nome Elva, infatti, è un richiamo al passato e omaggia le McLaren-Elva M1A , M1B e M1C, le vetture da competizione ad abitacolo aperto prodotte da Bruce McLaren a metà degli anni ’60. Come le antenate, la moderna McLaren Elva è priva di tetto e parabrezza ma non si tratta di un’auto da corsa bensì di una hypercar prodotta in 399 esemplari e basata sulla meccanica della Senna.

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LEGGEREZZA. A livello meccanico ritroviamo le tipiche soluzioni delle McLaren più estreme; al centro è montato il V8, quattro litri biturbo capace di 815 cavalli e 800 Nm; la trazione è posteriore e il cambio è robotizzato a doppia frizione a sette rapporti. Le sospensioni sono idrauliche a controllo elettronico e regolabili dal selettore delle modalità Active Panel insieme alla risposta del motore; il servosterzo è di tipo idraulico. Il telaio è il classico monoscocca in fibra di carbonio; una soluzione che grazie alla sua rigidità ha permesso agl’inglesi di non aggiungere alcun rinforzo rispetto alle coupé, contenendo così il peso della roadster. Di fatto la Elva, priva di tetto, parabrezza, finestrini e delle grandi appendici aerodinamiche della Senna, è la McLaren più leggera di sempre. Valore che si riflette sulle prestazioni: la Elva accelera da 0 a 100 km/h in meno di 3” e da 0 a 200 all’ora in 6”7, due decimi in meno della Senna.

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BOLLA D’ARIA. L’ispirazione alle McLaren del passato è visibile già dal fianco della vettura, dominato dai passaruota pronunciati e dal frontale basso. Il posteriore e l’abitacolo ricordano invece più da vicino la Senna con il grande diffusore dell’aria, i sottili fanali e nella disposizione dei comandi e del sistema multimediale. L’assenza del tetto e del parabrezza porta con se diverse novità tecniche, come il McLaren Active Air Management System (AAMS): per abbassare la pressione dell’aria all’interno dell’abitacolo alle alte velocità questo sistema incanala l’aria dalle aperture frontali e la fa uscire dal cofano anteriore dove si scontra con un piccolo deflettore in fibra di carbonio mobile (alto 15 cm); questo spinge l’aria all’insù prima di raggiungere il guidatore e passeggero. Le soluzioni aerodinamiche della McLaren Elva sono discrete: la grande ala posteriore della Senna ha lasciato il posto ad uno spoiler retrattile che lavora insieme al diffusore posteriore; questo, in decelerazione funziona da freno aerodinamico come sulla McLaren 720S.

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MSO. La produzione delle 399 McLaren Elva inizierà il prossimo anno. Infinite le possibilità di personalizzazione attraverso il reparto MSO (McLaren Vehicle Operation); dai molteplici materiali degli interni riprogettati per resistere alla guida scoperta, alla finitura in fibra di carbonio a vista per tutta la carrozzeria.

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