Monterey Car Week, aste: c’è chi scende e c’è chi sale

Monterey Car Week, aste: c’è chi scende e c’è chi sale

Al di là del budget a disposizione, chiunque desideri acquistare un’auto d’epoca e non ha intenzione di perdersi tra mille annunci e trovarsi a dover avere a che fare con uno sconosciuto venditore, le aste della Monterey Car Week sono un’ottima idea. Il motivo è semplice: ci sono tutte le grandi case d’asta. Bonhams, RM Sotheby’s, Mecum, Broad Arrow Group, Gooding & Company: tutte presenti e con cataloghi ricchi e per tutti i gusti. 

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MUCCHIO SELVAGGIO (MA LE VENDITE CALANO). Ammontano più o meno a mille, le auto andate all’incanto la scorsa settimana, con un lieve incremento rispetto allo scorso anno. Peggiorano invece i dati sul venduto, che si ferma a circa il 70% dei lotti offerti, con una flessione di circa il 5%. Aspettate però a gridare al crollo del mercato: la flessione sembra netta in percentuale, ma in valore assoluto si parla di una manciata di vetture, forse una ventina. Che però il mercato stia leggermente rallentando non è solo un’impressione. A Veloce lo conferma anche l’amministratore delegato della casa d’aste Mecum, Dave Magers: “Fino alla fine del 2022 il mercato è stato letteralmente in fiamme. Da gennaio, invece, abbiamo assistito a un lieve assestamento al ribasso di quotazioni e vendite”. Secondo Magers, tuttavia, bisogna guardare la parte mezza piena del bicchiere: “Lo sgonfiarsi di qualche prezzo, soprattutto su certe tipologie di auto, aiuta a riavvicinare alle aste quei collezionisti che se ne erano un po’ allontanati. Ce ne rendiamo conto dai dati sull’affluenza in presenza, che stanno ritornando a livelli pre-pandemia, mentre l’online è sostanzialmente stabile ai livelli raggiunti nel 2020 e nel 2021”.

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FERRARI DA RECORD, PUR CON QUALCHE FLOP. Come capita spesso è una Ferrari a guadagnarsi la coccarda di vendita più cara a Monterey, quest’anno a tutto vantaggio di Bonhams. La Ferrari 412P Berlinetta che vi avevamo segnalato tra le rosse imperdibili all’asta ha mantenuto le promesse e convinto un fortunato acquirente a staccare un assegno da oltre 30 milioni di dollari (superiore alla somma di tutte le auto vendute dalla casa d’aste sempre a Monterey nel 2022). Profondo rosso invece, e con accezione negativa, per altre vetture di Maranello per le quali gli esperti nutrivano grandi attese e che, invece, hanno deluso (soprattutto i banditori di RM Sotheby’s, che le aveva a catalogo). Rimane infatti chiusa in garage la 250 LM Scaglietti, che non raggiunge i 18 milioni di dollari del prezzo di riserva. Non è la sola ad aver avuto questa sorte, per la verità, e in qualche caso i venditori hanno dovuto far buon viso a cattivo gioco e abbassare le pretese, come è accaduto per la 250 California Spider che è stata venduta fuori asta, probabilmente al prezzo (sotto al minimo d’asta) di 8,3 milioni di dollari offerto in sala. Emotività del mercato, ma sulle rosse Mecum (che in realtà è più specializzata su altri marchi) resta sempre positiva. Per Megers le Ferrari, soprattutto quelle per collezionisti più di basso profilo, restano sempre una hot commodity.

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SU COSA PUNTARE? AMERICA E QUADRIFOGLI. Ricapitolando, il mercato rallenta ma tiene botta, anche i ricchi (venditori) piangono e le aste fanno sempre il pieno di partecipanti (che però non sempre comprano). Ma quali sono le auto da mettere nel mirino per collezionisti, non necessariamente milionari? Da Mecum non hanno dubbi: il trend emergente sono le auto americane. Sarà che per loro è la specialità della casa e che anniversari come il settantesimo della Corvette fanno crescere l’emotività di qualche acquirente, ma i numeri dicono che i prezzi per l’american iron stanno crescendo e se vi piace il genere è il momento giusto per scommettere. Anche le vetture tricolori – e non solo le Ferrari – rimangono assegni circolari e rappresentano un’idea furba. Ne è convinto il baffone più famoso tra i car guys, Wayne Carini, a cui abbiamo chiesto qual è l’auto italiana più sottovalutata da mettere in garage. Ci ha risposto in un secondo, senza incertezze: l’Alfetta GTV, l’ultimo biscione pre-80 a non aver ancora raggiunto quotazioni stellari.

(Testo e foto di Cesare Sasso)

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