Non crederai mai di che auto è questo V12
Ore e ore di volo – fin nella terra dei Kiwi – per sentire il primo battito della propria creatura. Non parliamo di un pargoletto, bensì della nuova hypercar della Nilu, antidoto (costosissimo) a tutto l’armamentario di diavolerie elettroniche che affligge l’industria automobilistica moderna e rende meno “verace” la guida. Ed è proprio in Nuova Zelanda che il fondatore della Nilu, Sasha Selipanov, si è recato per seguire dal vivo la prima accensione del motore del suo nuovo bolide, un 6.5 V12 senza turbo che promette di fornire 1.070 CV. Per ogni motore sportivo c’è una certa apprensione al primo avvio, figuriamoci per uno tanto estremo da superare il rapporto cavalli/litro (se contiamo solo la parte termica) di quello dell’Aston Martin Valkyrie.

VERSO QUOTA 1.100 CV. In questo caso però la Cosworth, che si è occupata del motore della hypercar della Aston Martin, non c’entra nulla. Selipanov si è rivolto alla Hartley Engines&Motorsport, un’azienda neozelandese esperta in motori da competizione e con i migliori macchinari per le migliori – e più precise – lavorazioni. La prima accensione al banco ha superato le più rosee aspettative: nessun intoppo, nessuna irregolarità e 11.000 giri di limitatore. Numeri riservati alle moto, e come se non bastasse i 1.070 CV promessi sono già stati raggiunti… e superati.

UN V12 CAPOLAVORO. Un altro dettaglio non trascurabile è che il V12 della Nilu27 è stupendo: speriamo che la Nilu27 lo metta in mostra attraverso una copertura vetrata. Come nei migliori motori da corsa, di farfalla ce ne’è una per cilindro e i condotti d’aspirazione sono molto corti. Le teste verniciate di rosse e il groviglio dei collettori di scarico fanno il resto e fanno rima con pista, divertimento, velocità. Nelson Hartley senza falsa modestia afferma che “non parliamo semplicemente di un motore, ma di un pezzo d’arte che spinge ancora più in là i limiti di un motore aspirato. Vedere questo V12 prender vita, dopo mesi così intensi di progettazione, è un’emozione indescrivibile”.

LA CILIEGINA È IL MANUALE A 7 MARCE. Una volta conclusi i test, il dodici cilindri della Nilu prenderà il volo e arriverà a Lahr, in Germania, dove ha sede il centro di ricerca e sviluppo dell’azienda. A quel punto avverrà il matrimonio con la scocca del primo prototipo funzionante, leggero, analogico e, urrà!, equipaggiato con un cambio manuale a sette marce. Ora, va da sé che l’appassionato medio non potrà mai permettersi una vettura simile, ma speriamo che questo ritorno all’analogico possa ispirare i costruttori cosiddetti generalisti a produrre sportive più semplici e più coinvolgenti.





















